E’ accaduto in provincia di Bergamo ma le nozze sono state celebrate ugualmente. Nozze che si dovevano già svolgere lo scorso 5 novembre. Ma l’amministrazione comunale leghista, che ha un atteggiamento piuttosto duro con gli immigrati, sottopone a un esame certosino ogni pratica che li riguarda, e ha così scoperto che tre anni fa all’uomo era stato rifiutato il rinnovo del permesso di soggiorno a causa di una vicenda di droga.
Allora aveva presentato ricorso al Tar e lo aveva perso anche se pare che un nuovo ricorso, ancora senza risposta, sia stato presentato al Consiglio di Stato. Ha quindi chiamato i Carabinieri, che hanno bloccato l’immigrato pochi minuti prima delle nozze. La Questura aveva deciso di procedere all’espulsione chiedendo al giudice di pace la convalida del provvedimento.
Ma il provvedimento è stato sospeso per trenta giorni e all’immigrato è stato così concesso di sposarsi. Le nozze si sono celebrate ma a farlo è stata delegata un’impiegata dell’ufficio anagrafe, perché nessun amministratore comunale ha accettato di farlo. Il sindaco Corrado Centurelli ha annunciato di essere intenzionato a rassegnare le dimissioni. Solo in modo simbolico, però, come “provocazione contro le istituzioni”.
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