L’accusa è di truffa aggravata ai danni della Regione Emilia Romagna. L’inchiesta partì nel 2010 in seguito ad un esposto del deputato Enzo Raisi (ex PdL, ora FLi). Si era ipotizzata la creazione di un incarico regionale che, concepito appositamente per la Veronesi, le consentisse di continuare a seguire a Roma l’attività del segretario del Pd. Da 20 anni al fianco di Bersani, Zoia Veronesi lavora attualmente per il Partito democratico e non risulta più dipendente della Regione Emilia Romagna dall’anno 2010. Tra il 2008 e il 2009, per un anno e mezzo, fu incaricata di tenere i rapporti con le istituzioni centrali e con il Parlamento. Secondo quanto riscontrato dalla magistratura, però, non vi sarebbero tracce di questa attività. La truffa riguarderebbe di conseguenza la retribuzione percepita in quel periodo.
“Ogni volta che ci sono le primarie esce questa storia della segretaria di Bersani”. Lo staff del segretario del Pd ha così commentato la notizia dell’indagine sulla storica collaboratrice dell’ex Governatore dell’Emilia Romagna.
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