Schiavio centravanti rapsodico. Un lottatore e un tecnico. Un coraggioso per antonomasia. Meazza più tecnico di lui e più bello. Lui più duro, più travolgente, anche più rissoso. Lui con un cuore in petto di pioniere. Lui il calciatore libero e padrone del suo destino. Un uomo pratico e un industriale di successo. Tra il 1928 e il 1934 protagonista assoluto sulle nostre scene calcistiche. (Vladimiro Caminiti) Per molti bolognesi Angiolino Schiavio era un mito inconscio e continua a esserlo ancora oggi, anche per chi non l’ha mai visto giocare. Io non ho avuto la fortuna di vederlo in campo, ma lo considero ugualmente un idolo. Lui, invece, minimizzava. Come alla vigilia dei Mondiali quando, risucchiato nel clima febbrile dell’attesa e delle rievocazioni e ripresentato come l’eroe del primo successo azzurro, Schiavio mi confessava: «Pensa, ho fatto qualcosa di così importante senza rendermene conto!» (Giacomo Bulgarelli) Autore: Stefano Bedeschi Prezzo: 10 euro www.urbone.eu
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