Bolzano, inaugurate altre tre Oasi della quiete

In val d’Ultimo e a Stava/Naturno nel fine settimana vi è stata l’inaugurazione a cura dell’assessore provinciale all’ambiente Florian Mussner di altre tre Oasi della quiete, realizzate su progetto dell’Ufficio gestione risorse idriche.

Dopo l’inaugurazione dell’Oasi della quiete Plan de Salt a San Vigilio di Marebbe caratterizzata dall’acqua minerale dei Bagni di Cortina, avvenuta sabato 29 settembre 2012, l’assessore provinciale all’ambiente Florian Mussner assieme al direttore dell’Ufficio gestione risorse idriche, Wilfried Rauter e dal responsabile di progetto Thomas Senoner, ha inaugurato l’oasi “Bagnetti/Lotterbad” e l’Oasi della quiete Bagno Lad a san pancrazio d’Ultimo e l’Oasi della quiete Bagni di Stava/Kochenmoos nei pressi di Naturno.

Come ha detto l’assessore provinciale all’ambiente Florian Mussner, l’acqua è un bene comune insostituibile e non vi è alcun dubbio sull’importanza che esso debba rimanere “pubblico”.  In Alto Adige sono state riconosciute come minerali 32 sorgenti; sono state scelte tra molte, utilizzate già da tempo come bagni rustici, stabilimenti di cura o imbottigliate e commercializzate come acque minerali. Come ha detto l’as. Mussner, è importante sensibilizzare la popolazione riscoprendo culture e tradizioni legate all’acqua.

L’Ufficio Gestione risorse idriche si è assunto il compito, di descrivere la varietà delle acque minerali dell’Alto Adige installando cartelli informativi e di valorizzare le sorgenti alla loro origine, risanandole e captandole nuovamente. Il progetto interessa undici sorgenti. Come ha sottolineato Wilfried Rauter, direttore dell’Ufficio gestione risorse idriche della Provincia, il territorio altoatesino è assai ricco dal punto di vista geologico in particolare per l’elevato contenuto di elementi, impiegati in passato nei Bagni rustici. La creazione delle Oasi della Quiete consente di far conoscere ed apprezzare la ricchezza di acque minerali del territorio altoatesino.

Thomas Senoner, responsabile di progetto all’interno dell’Ufficio gestione risorse idriche, ha ricordato che a salvaguradia delle acque minerali con particolari Piani di tutela viene salvaguardato il relativo bacino imbrifero ceh in pratica va a interdire tutte le attività che potrebbero mettere a rischio la sorgente.

Redazione

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