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Montelupone, omicidio Marconi Cerquetti fermati due stranieri

I sospettati sarebbero un macedone di 24 anni e un marocchino di 40, in regola con i permessi di soggiorno, e residenti nella stessa zona in cui è stato commesso il delitto. Non sarebbe stata ancora trovata, invece, l’arma usata per uccidere la coppia.

A parlare di un giovane uomo, “scuro”, erano stati anche dei vicini di casa della coppia, che alle ore 04:00 del mattino di domenica si erano svegliati perché qualcuno bussava alla loro porta chiedendo di entrare con la scusa di avvertirli che “in giro c’erano dei ladri”. Non si sa se si tratti della stessa persona fermata dai Carabinieri.

I Carabinieri hanno seguito una serie di tracce, anche di pneumatici, lasciate nella fuga. I militari avrebbero così individuato un casolare, abitato, dove sarebbero stati trovati degli indumenti sporchi di sangue, delle calzature anch’esse sporche di sangue e un arma compatibile con quella utilizzata per il delitto.

I carabinieri del Racis, che hanno continuato i rilievi anche la scorsa (sotto un forte acquazzone e alla luce delle fotoelettriche dei Vigili del Fuoco), lunedì mattina hanno fatto un nuovo sopralluogo nell’abitazione. Le attenzioni dei tecnici sono rivolte al piano superiore della casa, dove c’è stato un principio d’incendio appiccato dall’assassino o dagli assassini forse nel tentativo di cancellare ogni traccia. Il fumo uscito da una finestra è visibile sulla parete esterna.

L’aggressore ha infierito sui due anziani con “decine e decine” di coltellate, si apprende da fonti investigative. Paolo Marconi, affetto da una lieve forma di Alzheimer, è stato trovato riverso vicino alla porta d’ingresso. E’ stato aggredito per primo, sui gradini della porta di casa, e colpito ripetutamente alla schiena (forse anche con un bastone). La  moglie Ada ha cercato di difendersi ed è stata raggiunta da una serie di coltellate al torace e al collo a piano terra in un locale adibito a legnaia.

La coppia di ex agricoltori sarebbe dovuta andare a messa nella Basilica di San Firmano con la figlia Orietta, per poi raggiungere l’altra figlia, Aldesina, e trascorrere un giorno di festa insieme, con i generi e nipoti.

A notare per primo il corpo dell’anziano è stato un cacciatore di passaggio che ha subito dato l’allarme ai Carabinieri. Poi sono state avvertite le figlie.

Un’efferatezza inaudita, mai vista da queste parti, un’aggressione dalle modalità che mi lasciano perplesso. E un paese sotto choc, il dolore per i familiari di due persone stimatissime, conosciute a apprezzate da tutti” commenta il sindaco di Montelupone Giuseppe Ripani.

Redazione

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