Si è tenuto nel noscomio di Polistena l’esame autoptico sui cadaveri di Reno Borgese e dei figli Antonio e Francesco, uccisi nella strage di Rizziconi. L’esame ha confermato che a sparare è stata una sola persona, armata di una pistola calibro 9. Antonio, raggiunto da una pallotta al cuore, e Francesco Borgese sono morti all’istante, mentre il padre dei due giovani, che ha ricevuto due colpi alla schiena e ad un gluteo, è deceduto durante il trasporto in ospedale. Complessivamente l’assassino ha sparato dieci colpi, andati tutti a segno.
Ancora irreperibile il giovane sospettato di essere il responsabile della strage. Gli investigatori non escludono, anche se mancano al momento elementi di riscontro, che il sospettato fosse in compagnia di qualcuno nel momento in cui ha commesso il triplice omicidio. È certo, comunque, riferiscono ambienti investigativi, che a sparare sia stato soltanto lui. In ogni caso gli investigatori non ipotizzano, al momento, nessun altro movente che non sia quello della lite che uno dei figli di Borgese avrebbe avuto in precedenza proprio col giovane sospettato di avere commesso il triplice omicidio. Il giovane ricercato non è un pregiudicato e non è legato ad ambienti di ‘ndrangheta.
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