Si è spento a 82 anni il primo uomo ad aver messo piede sulla Luna. Uno spirito pionieristico che lo ha portato a compiere quello che lui stesso definì “un piccolo passo per un uomo, un balzo per l’umanità”, quando, come comandante della storica missione Apollo 11, il 20 luglio del 1969 scese dalla scaletta del modulo “Lem” sul suolo lunare. L’ex astronauta, che viveva nei pressi di Cincinnati, è stato un mito. Da allora nessuno è più stato sul satellite naturale della terra. Le “passeggiate lunari” sono peraltro tornate di recente d’attualità, quando la Nasa ha reso noto che le bandiere a stelle e strisce portate dagli astronauti sulla Luna sono ancora lì, perfettamente riconoscibili, e continuano a sfidare il bombardamento di raggi ultravioletti e temperature estreme, come testimoniano le immagini inviate a Terra dalla sonda Lro (Lunar Reconnaissance Orbiter).
Tutte, tranne proprio la prima, la più celebre, quella della missione Apollo 11. Come disse già 43 anni fa, subito dopo il decollo del Lem, Buzz Aldrin, che assieme ad Armstrong compì allora sul Mare della Tranquillità la prima passeggiata sul satellite. L’iconica impronta del piede di Armstrong impressa nel pulviscolo della superficie lunare è però con ogni probabilità ancora lì. E come afferma la Nasa nel suo sito web “potrebbe restarci per un milione di anni”, perché “sulla Luna non ci sono venti che possano spazzarla via”.
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