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Aosta, parere del Ministero sulla gestione dei rifiuti

In una lettera inviata al Presidente della Regione Augusto Rollandin, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio ha formulato le proprie considerazioni in merito alla richiesta di parere sulla gestione dei rifiuti urbani, inoltrata dall’Amministrazione regionale. Considerazioni che partono da due principi cardine. Il primo sottolinea la responsabilità che ha l’Amministrazione regionale nell’attuare scelte per gestire i rifiuti. A questo proposito, in particolare, nella nota viene sottolineato che “la Regione deve assolutamente mettersi nelle migliori condizioni possibili per chiudere il ciclo dei rifiuti nel proprio territorio, evitando il trasferimento dei rifiuti in altre regioni o in altre nazioni”.

Il secondo principio su cui si fonda il parere del Ministero è più tecnico ed evidenzia che “l’uso delle diverse tecnologie a disposizione, deve privilegiare l’ordine di priorità fissato dalle direttive comunitarie, evitando per quanto possibile l’uso delle discariche”. Viene inoltre segnalato che “l’attuazione della raccolta differenziata ed altri meccanismi di recupero a freddo dei rifiuti urbani possono non essere sufficienti alla chiusura del ciclo dei rifiuti nella Regione”.

In particolare in merito alla costruzione di un impianto di pirogassificazione in Valle d’Aosta, nella nota della segreteria tecnica viene precisato che “le caratteristiche tecnologiche degli impianti a caldo sono in fase di notevole miglioramento nella riduzione delle emissioni in atmosfera e nell’impatto ambientale globale. La tendenza all’utilizzo di impianti a caldo sempre più piccoli e distribuiti sul territorio, ancor che ecocompatibili potrebbe risolvere il problema della chiusura del ciclo direttamente nelle aree vicine ai centri di produzione e di raccolta dei rifiuti solidi urbani”.

Nel suo parere il Ministero affronta anche la questione sanitaria, legata alla costruzione di un impianto di smaltimento a caldo e scrive: “i livelli di emissioni comportano un rischio per la salute inferiore rispetto a quelli di altre attività connesse alla gestione dei rifiuti che risulterebbero incrementate in assenza di tali impianti. Non a caso, esempi di impianti a caldo virtuosi ed inseriti nelle città sono presenti in varie nazioni europee e nel nord Italia”.

La segreteria tecnica del Ministero, nella sua comunicazione, ritiene inoltre prioritaria una “ulteriore attenta valutazione in merito all’ammissibilità del Referendum” per il divieto di realizzazione sul territorio della Regione di un impianto di trattamento a caldo nella gestione del ciclo dei rifiuti urbani.

Redazione

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