Un’Aula semivuota per la protesta di Pd e Idv contro la decisione di andare avanti con il voto sul ddl riforme, accantonando momentaneamente la revisione della spesa pubblica. Una decisione ancor più grave, per la presidente dei senatori democratici Anna Finocchiaro, in quanto arrivata in un momento di estrema sofferenza dei mercati e con l’Italia osservata speciale. Ma il segnale politico che è arrivato da Palazzo Madama parla di un ritrovato asse PdL e Lega Nord che ha consentito di andare avanti a ritmi sostenuti ed approvare senza scossoni il semipresidenzialismo.
Il Presidente della Repubblica, se il provvedimento avrà il via libera anche dalla Camera dei Deputato e poi, ancora, dal Senato, sarà eletto direttamente dai cittadini. Una ipotesi non considerata dal Pd convinto che manchino i tempi necessari perché la riforma costituzionale veda la luce.
Con i senatori di Pd e Idv fuori dall’Aula, la norma è passata con i voti di PdL, Lega Nord e Coesione nazionale. Giuseppe Pisanu e Giuseppe Saro del PdL si sono astenuti. Udc, ApI hanno votato contro e FLI si è astenuta.
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