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Bari, 30 mila euro per superare i test di ammissione alle facoltà di Medicina e Odontoiatria

Lo scandalo tocca gli atenei di Napoli, Foggia e Verona. L’organizzazione capeggiata dall’allora Preside avrebbe guadagnato 250 mila euro. Sono sei le persone (tra cui l’ex preside, ordinario di odontostomatologia) arrestate dalla Guardia di Finanza di Bari nell’ambito dell’indagine su presunti test pilotati di ammissione alla facoltà di medicina odontoiatria. L’inchiesta della magistratura barese è stata avviata in seguito a controlli compiuti il 4 settembre del 2009, nelle sedi universitarie di Napoli, Foggia e Verona. Un’inchiesta che segue quella nell’università di Bari nella quale sono rimasti coinvolti centinaia tra studenti, professori e genitori. Agli arresti domiciliari sono finiti l’ex preside di Odontoiatria dell’Università di Bari Francesco Roberto Grassi, di 58 anni, ritenuto dall’accusa a capo dell’organizzazione criminale; Andrea Ballini, di 36, tecnico informatico dell’Università di Bari; Francesco Miglionico, di 50, odontotecnico e laureando in odontoiatria, all’epoca dei fatti assessore alle attività produttive di Altamura, in provincia di Bari; Amedeo Nardi, di 52, rappresentante di prodotti per l’ortodonzia; Giacomo Cuccovillo, e Marco Magdalone, entrambi 27enni ed universitari. Altre 27 persone tra docenti e dipendenti universitari, studenti e aspiranti matricole risultano indagate.

Le indagini, delegate al Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, hanno puntato l’attenzione sull’ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso in Medicina e Chirurgia-Odontoiatria e Protesi dentaria che si sono tenuti per l’accesso agli anni accademici 2007/2008, 2008/2009, 2009/2010. L’inchiesta ha portato alla luce, ritiene la Procura, una vera e propria organizzazione criminale. Sofisticato il sistema con il quale il docente universitario e i suoi complici riuscivano a fornire le risposte ai test ministeriali durante l’espletamento delle prove di ammissione nelle Università di Foggia, Napoli e Verona. Un metodo che non sarebbe stato possibile senza la complicità di aspiranti matricole dell’Università di Napoli, alcune delle quali erano semplicemente complici dell’organizzazione, nel senso che il loro intento non era quello di superare il test e iscriversi all’Università ma solo di fotografare il questionario.

Redazione

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