Non è un precedente rassicurante per gli imputati. Il 17 luglio dovrebbero essere formalizzati davanti ai giudici del Kerala i capi di imputazione a carico di Latorre e di Girone. Alla vigilia del delicatissimo dibattimento prende corpo una sorpresa rilevante. Una lista di documenti firmata dal “Circle inspector of police” della stazione di polizia costiera di Neendakara alla voce numero 120 accenna all’esistenza di un apparato Gps sul peschereccio colpito. In cinque mesi di dispute sulla vera posizione del “Saint Antony” per la prima volta viene rivelata una circostanza che avrebbe potuto risolvere ogni disputa fin dal 15 febbraio, il giorno della sparatoria mortale.
L’autore dell’autopsia, il professor Sasikala, ha registrato minuziosamente le misure di proiettili calibro 7 e 62 trovati nel corpo del timoniere Valentine Jalestine. Il 16 febbraio aveva descritto un proiettile lungo 3,1 centimetri la cui circonferenza era alla base di 2,4 centimetri e alla punta di 2,1 centimetri. Inspiegabilmente la perizia balistica ha corretto il tiro concludendo che hanno sparato i due fucili Beretta Sc 70-90 dei marò le cui pallottole sono di calibro 5 e 56 x 45. La balistica evidentemente a Kochi non è una scienza esatta.
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