Tantissimi sono stati i banchetti ed i punti di raccolta promossi da sindaci, amministratori locali, rappresentanti di partiti, movimenti, comitati e associazioni e semplici cittadini nelle piazze dei diversi comuni calabresi. Altrettanto numerose sono state le adesioni e notevole è stato l’entusiasmo con cui è stata accolta l’iniziativa. Soddisfatto, naturalmente, il presidente della Provincia di Cosenza.
“Sapevamo -ha detto Oliverio- che tra i nostri concittadini c’è un netto rifiuto di una “legge-vergogna” che, per troppo tempo, ha sottratto loro il sacrosanto diritto di scegliere liberamente i propri rappresentanti in Parlamento. Ora essi vogliono riappropriarsi di questo diritto e scegliere, senza nessun intervento dei “capi-partito”, gli uomini e le donne di cui vogliono farsi rappresentare nel luogo più alto della partecipazione democratica che è il Parlamento. E’ bastato predisporre un tavolino per la raccolta delle firme in una delle tante piazze della nostra regione e i cittadini sono accorsi numerosi. Ognuno di essi è consapevole del fatto che modificare l’attuale legge elettorale costituisce un fattore irrinunciabile per poter ripristinare pienamente il principio democratico e costituzionale della sovranità popolare. Essi sanno anche che se questo non dovesse verificarsi, sarebbe altissimo il rischio di una deriva protestataria, sterile e nichilista e la politica sana, quella conla Pmaiuscola per intenderci, potrebbe subire una sconfitta drammatica, con il prevedibile ukteriore allargamento dell’area dell’astensionismo e del rifiuto alla partecipazione democratica. Da qui, da questa consapevolezza preoccupata e diffusa, è partito il nostro invito pressante a tutti quelli che hanno a cuore la democrazia e la partecipazione a dare forza, spinta e sostegno “dal basso” all’appello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”.
“Ora -ha concluso Oliverio- dobbiamo fare un ulteriore sforzo utilizzando questo fine settimana fino a lunedì per intensificare la raccolta delle firme e per coinvolgere i nostri concittadini in una battaglia di civiltà e di democrazia. Una battaglia che non ha colori politici e che mira soltanto a restituire al popolo la piena sovranità di scegliere i propri rappresentanti”.
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