La città di Andora, ieri, si è fermata per far brillare l’ordigno bellico americano ritrovato nei giorni scorsi in un cantiere. Stop a treni, auto, autobus; interrotto il servizio di telefonia mobile. Tutto fermo, quindi, tranne il lavoro dei 15 uomini, fra artificieri e operatori, guidati dal Capitano Federico Pirola del 32° Reggimento Genio Guastatori Brigata Alpina Taurinense. Un lavoro delicato e pericoloso, il loro, preparato secondo un piano che è stato perfezionato di settimana in settimana. Ma la cronaca della giornata, che i 500 sfollati andoresi hanno definito “particolare”, non è stata solo questo. C’è anche un aspetto che commuove. Uno degli artificieri impegnati a disinnescare la bomba è un “figlio d’arte”. Gian Mauro Gigli porta avanti con coraggio e professionalità quella stessa passione che fu del padre. Il giovane 20enne è figlio del Maresciallo Mauro Gigli, il guastatore di origini sarde morto in Afghanistan il 30 luglio 2010 insieme al Caporal Maggiore Capo Pierdavide De Cillis, a causa dello scoppio di una bomba. Nonostante la grave perdita che lo ha segnato, il giovane Gigli ha scelto di seguire le orme del padre e oggi si è adoperato con il suo Reggimento.
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