Una storia che sembra assurda. Un uomo è stato fermato dalle forze dell’ordine per l’avvelenamento di un farmacista. Si tratta di un cittadino italiano accusato di tentato omicidio. Il “novello” killer è un autotrasportatore 50enne. Movente del gesto è un debito di 270 mila euro che aveva con il farmacista e che non era in grado di pagare. Ha colto l’occasione di portare l’aperitivo al suo creditore ed è riuscito a versare nella bibita il veleno. “Ho perso la testa – ha detto durante la confessione-. Avevo anche pensato di suicidarmi”. Per togliersi la vita, l’uomo aveva acquistato il cianuro dal farmacista con la scusa di dover eliminare delle nutrie, circa un mese fa. Incensurato, il reo confesso vive alla periferia sud di Milano con moglie e figli ed è titolare di una piccola ditta con una decina di dipendenti. La vittima, di 62 anni titolare di una farmacia di Milano è ricoverato all’ospedale Città Studi in prognosi riservata con gravissimi segni di intossicazione da cianuro. L.f., proprietario della farmacia di via Forze Armate, si è sentito male mentre si trovava in negozio. Aveva perso i sensi ed era stato trasportato all’ospedale. Inizialmente si era pensato a un malore. Gli esami successivi sull’uomo, che da allora non ha mai ripreso conoscenza, hanno invece scoperto che si trattava di un’intossicazione da cianuro.
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