A Gemona Polfer sequestra droga in treno per 500 dosi morfina

Sempre alta l’attenzione degli uomini della Polfer di Gemona del Friuli (Ud) che, durante il loro servizio non mancano di esercitare un’azione discreta, ma attenta a protezione e tutela di tutte le persone che viaggiano, specialmente in periodi di punta quali possono essere quelli su cui insistono festività particolari o religiose. Ancora una volta sul treno internazionale EN1037, in servizio notturno sulla tratta Vienna–Venezia, gli Agenti della Polizia Ferroviaria pedemontana hanno messo a segno un altro colpo, che ha condotto all’arresto di un cittadino straniero di nazionalità indiana, H.S.K., di anni 23. In breve, la Polferdi Gemona, nell’ambito delle consuete attività di prevenzione e controllo, durante il servizio di scorta ai viaggiatori sulla tratta Tarvisio-Udine, ha scoperto che uno dei passeggeri deteneva, celati all’interno del bagaglio, quasi duecentocinquanta grammi di capsule di papavero da oppio (papaver somniferum), contenenti principio attivo di sostanza stupefacente idoneo a confezionare circa 500 dosi di morfina. L’uomo, tratto in arresto, dopo gli atti e le contestazioni di rito, è stato messo a disposizione dell’Ag tolmezzina e condotto presso la casa circondariale del capoluogo carnico. La perizia e l’esperienza degli Agenti della Polizia Ferroviaria di Gemona, già nel mese novembre scorso avevano permesso di sequestrare, nelle medesime condizioni operative, un ingentissimo quantitativo di identiche sostanze (probabilmente un record per il triveneto), per un peso lordo complessivo di oltre sette chilogrammi che, in principio attivo sono equivalenti a oltre ventimila dosi di morfina. L’assoluto riserbo mantenuto fino ad oggi è stato giustificato dal fatto che, proprio l’accuratezza delle operazioni svolte ha permesso di rilevare elementi preziosissimi per il prosieguo delle indagini, tese a smantellare un traffico internazionale di droga che dall’Austria giunge anche via treno in Italia, per rifornire il mercato illecito degli stupefacenti da cui si servono le numerose comunità di cittadini indiani presenti, in regione, principalmente sul territorio della provincia di Pordenone. Come detto, dunque, gli operatori Polfer, per l’ennesima volta hanno dato prova di perizia ed esperienza riconoscendo subito in H.S.K. un potenziale sospetto e, concentrandosi sulla scena del reato, rilevare ed acquisire (ponendoli sotto il vincolo del sequestro) tutti i preziosi elementi di indagine, prima che il “corriere” potesse liberarsene o disperderli. Con l’odierno sequestro, 6 aprile, dunque, si suggella una volta di più l’efficacia delle indicazioni operative diramate dal Dirigente il Compartimento Polizia Ferroviaria per il Friuli Venezia Giulia, da sempre molto attento a tutte le realtà regionali, ponendo come azione prioritaria perla Polfer, la sicurezza dei viaggiatori. L’attività della Polizia Ferroviaria, infatti, pur estrinsecata su diversi livelli (oltre che su treno, molta parte del lavoro viene svolta su strada tutelando e controllando gli obiettivi sensibili sparsi sul territorio), ancorché sempre molto discreta, ha lo scopo principale di elevare la percezione del senso di sicurezza degli utenti, costituendo, per chi viaggia, un sicuro punto di riferimento.

Redazione

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