San Costantino Calabro, alberi secolari di ulivo abbattuti

Un appello alla tutela e alla salvaguardia del patrimonio rappresentato dagli ulivi secolari che caratterizzano il paesaggio e la cultura antropologica del nostro territorio, viene indirizzato ai cittadini più sensibili e alle istituzioni dal presidente della Delegazione Vibonese di Italia Nostra Gaetano Luciano, alla luce della campagna che Italia Nostra a livello regionale ha portato avanti e approdata, nei giorni scorsi, nell’approvazione della proposta di legge che tutela il patrimonio olivicolo della Calabria da parte della Giunta regionale. “È  l’occasione questa, afferma Luciano, di mettere mano a tutti gli strumenti sia normativi che culturali per la reale difesa del territorio contro l’uso improprio del suolo agricolo, di cui sono responsabili le amministrazioni locali con politiche disastrose che hanno permesso la devastazione del terreno agrario per favorire l’edificazione dei suoli”. Tale inesorabile scempio lo si può notare nelle vicinanze di San Costantino Calabro sulla strada che porta a Francica, dove diversi alberi di ulivo, fino a qualche giorno fa vegliardi della loro secolare storia e bellezza, non ci sono più. Sono rimaste soltanto le radici a raccontare come una grande eredità viene per sempre distrutta. Questo accade proprio nel momento in cui, la Giunta Regionale, approva la proposta di legge per la Tutelae valorizzazione del patrimonio olivicolo della Calabria con l’istituzione di un Registro degli alberi monumentali di olivo. È l’ennesimo colpo inferto all’anima di questa terra rappresentata simbolicamente e fisicamente da questi alberi che per millenni hanno alimentato il respiro di una moltitudine di generazioni di contadini e sostentato il lavoro e le fatiche di tanta umanità. Sono troppe e profonde le ferite che si leggono nel paesaggio dovute alla inciviltà e alla profonda incultura che ancora alberga nella disastrosa convinzione che, un bene prezioso come gli ulivi secolari, debbano essere considerati mera proprietà privata da estirpare perché ormai improduttivi e non si riesce a scorgere l’altissimo valore ambientale, paesaggistico e storico-culturale. In merito ribadisce il presidente  Gaetano Luciano, come “dietro questo comportamento vi è una indubbia responsabilità delle istituzioni che non promuovono una vera cultura della tutela e non attuano, al di là delle retoriche e degli annunci, delle reali politiche di salvaguardia. Ricorda che un passo importante era stato fatto con la legge regionale 7 dicembre 2009, n. 47, per la “tutela e valorizzazione degli alberi monumentali e della flora spontanea autoctona della Calabria”. In base alle disposizioni di tale legge infatti viene affidato alle Province (assessorato all’Ambiente), l’istituzione dei Registri provinciali e la costituzione delle Consulte tecniche a cui affidare il compito dell’identificazione, validazione e censimento degli alberi monumentali e della flora spontanea autoctona di interesse naturalistico, paesaggistico-ambientale e storico-culturale. Ma alle parole e ai propositi non corrisponde una reale presa di coscienza e un’azione concreta da parte delle amministrazioni locali.

Redazione

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