In India rapiti Paolo Bosusco e Claudio Colangelo

Due italiani sono stati rapiti da un gruppo maoista nello stato indiano dell’Orissa. Lo riferisce la tv indiana Ndtv, la polizia non commenta. L’Orissa è uno stato federato dell’India orientale, con una popolazione di circa 37 milioni di abitanti. Secondo le prime informazioni il rapimento è avvenuto a Kandhamal e i due turisti sono stati portati via da esponenti del gruppo gruppo maoista Basadhara. I rapiti sarebbero la guida turistica Paolo Bosusco e Claudio Colangelo. La stampa indiana riferisce che i due stavano facendo fotografie in aree tribali “interne”, azione vietata dalle autorità dello Stato.

I rapitori avrebbero avanzato 13 richieste al governo. Tra queste c’è il rilascio di prigionieri politici e l’arresto dell’operazione Green hunt, lanciata nel novembre del 2009 dal governo indiano contro i ribelli maoisti Naxaliti. Il gruppo avrebbe anche fissato una scadenza, domenica prossima, per l’accoglimento delle loro richieste. E’ la prima volta, afferma la tv, che i maoisti dell’Orissa sequestrano stranieri. Dietro la guerriglia maoista, secondo alcuni analisti, ci sarebbero i finanziamenti e le armi di Pechino. Non esiste alcun collegamento, al momento, con il caso dei due marò trattenuti in Kerala.

Il sito della tv indiana Ndtv riferisce che poco prima del rapimento, i due turisti italiani stavano facendo foto di donne locali che si stavano bagnando in un fiume. La vicenda potrebbe inserirsi in una controversia che oppone il governo locale ai tour operator che negli ultimi tempi stanno tentando di organizzare “pacchetti” turistici per andare a vedere le tribù più remote di queste aree. Funzionari della polizia di Kandhamal hanno riferito di essere stati avvicinati da turisti stranieri attraverso una ong locale per poter ottenere l’autorizzazione ad entrare nelle aree interne ma gli era stato impedito. La legislazione locale è diventata piuttosto rigida in materia di protezione della privacy dei gruppi tribali dopo che da circa un mese i tour operator hanno cominciato ad attirare turisti stranieri con la promessa di “safari umani” nella Bonda Valley del distretto di Malkangiri. Ora la polizia sta tentando di verificare se la rivendicazione dei maoisti sia o meno veritiera, dice il Telegraph di Calcutta. In un audiomessaggio, il gruppo cita proprio le “riprorevoli fotografie” che i due italiani stavano scattando.

Bosusco, nato a Condove in provincia di Torino, da novembre a giugno gestisce nella città di Puri un’agenzia di viaggi, l’Orissa Adventurous Trekking, specializzata nello studio delle tribù primitive della regione. E’ molto conosciuto nella zona. A lui si è rivolto Colangelo, un romano di 61 anni. I due erano partiti il 12 marzo da Puri per un trekking di cinque giorni.

L’Orissa è una delle province più povere dell’India e il 47% della popolazione vive sotto la soglia minima di povertà. Nello stato indiano sono attivi circa 20.000 guerriglieri maoisti, che rappresentano oggi una delle principali sfide per la sicurezza interna dell’India. Occupano un ‘corridoio rosso’ che s’estende dallo Stato meridionale dell’Andhra Pradesh, attraversa il Chattisgarh, fino al West Bengala e al Nepal. Secondo stime del governo, i ribelli comunisti sono presenti in un terzo dei 600 distretti indiani, in prevalenza campagne e foreste popolate da comunità tribali. Nel 2009, l’anno più sanguinoso, hanno lanciato oltre mille attacchi contro obiettivi governativi, uccidendo almeno 600 persone.

Noti come “naxaliti” dall’insurrezione del 1967 a Naxalbari, nel Bengala Occidentale, rappresentano un movimento con diverse sfaccettature. L’ideologia marxista comunista a cui si ispirano continua a sedurre le masse agricole e le comunità tribali rimaste escluse dal boom economico. Ma i sanguinosi attentati, le estorsioni e i rapimenti per finanziarsi li hanno confinati dietro un muro di ostilità dell’opinione pubblica. In loro favore si sono tuttavia levate voci di intellettuali di sinistra come la scrittrice pacifista Arundhati Roy, che si è detta pronta a mediare in un eventuale negoziato di pace coi ribelli.

Redazione

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