Hanno chiesto di spostare il processo in un tribunale diverso da quello di Cinquefrondi, quattro dei sedici imputati accusati di minacce e ingiurie nei confronti di Anna Maria Scarfò, la ragazza di 26 anni che dopo aver denunciato e fatto condannare i sei aguzzini che la violentarono a 13 anni ora vive in una località protetta.
Nel processo sono imputate sedici persone, tutti familiari delle sei persone che violentarono la ragazza, le quali avrebbero perseguitato la ragazza ingiuriandola e minacciandola perché aveva deciso di denunciare le violenze sessuali subite in un casolare di campagna nella frazione di San Martino a Taurianova (RC). Nell’udienza di oggi quattro imputati hanno presentato una istanza di rimessione del processo sostenendo che la pressione mediatica sulla vicenda non consentirebbe una serena decisione del giudice monocratico di Cinquefrondi.
Il giudice ha quindi sospeso il processo in attesa che la Corte di Cassazione decida sull’istanza degli imputati. Anna Maria Scarfò nel giugno del 2010 ha accettato di lasciare il suo paesino di origine ed ha accettato, così come prevede la nuova legge sullo stalking, di vivere in una località protetta. La vicenda di Scarfò è raccontata nel libro “Malanova”, della giornalista e scrittrice Cristina Zagaria.
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