Pierferdinando Casini è orgoglioso di aver consegnato l’Italia in mano alle banche e al loro rappresentante Mario Monti, in nome della “vendetta” nei confronti di Silvio Berlusconi. Ma non è sufficientemente soddisfatto. Ora “inciucia” con il Pd e vuole sciogliere il PdL. Per il momento è riuscito solo a prendersi il 2% tra Api e FLI, allargando di poco l’Udc. Ed il piano si avvierà a completamento a maggio quando nascerà il Partito della Nazione. Peccato che Fini non abbia imparato dai suoi sbagli. Ha regalato a Berlusconi il suo 10% di Alleanza nazionale per essere poi cacciato dal PdL. E ora ripete l’errore di visione politica confluendo in un nuovo soggetto dove la sua forza conta il resto di nulla.
Il quadro nella mente di Casini è chiaro. Dopo l’esperienza di Mario Monti al Governo niente nella politica italiana sarà più come prima e servirà un soggetto nuovo capace di convogliare le forze migliori della politica e della società civile. Così Casini ha convinto Fini e Rutelli. Difficile che possa fare altrettanto con l’Mpa di Lombardo.
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