Chiude lo storico quotidiano Il Manifesto

“La decisione di non opporsi alla procedura indicata dal ministero si è resa inevitabile dopo la riduzione drastica e retroattiva dei contributi pubblici per l’editoria non profit. Nonostante le promesse di intervento fatte dal presidente del consiglio Mario Monti e l’esplicita richiesta in tal senso del presidente della Repubblica, a oggi nessuna soluzione è stata trovata”. E’ quanto fanno sapere dal giornale “Il Manifesto”, messo in liquidazione.

“Dovete capire che questa è una prova di affetto e di amore verso il giornale me è anche una prova politica per tutti”. Norma Rangeri si rivolge direttamente ai lettori  in una video appello pubblicato sul sito del quotidiano per commentare la notizia dell’avvio, da parte del ministero per lo Sviluppo economico, della procedura di liquidazione coatta amministrativa della cooperativa editrice del quotidiano.

Secondo il direttore del quotidiano, che domani sarà lo stesso in edicola, “se il Manifesto morirà questo mercato così fatto come lo stiamo conoscendo avrà vinto e la sua legge sarà legge per tutti. Se sopravviverà, se questa anomalia politica sopravviverà, forse avremo una speranza di cambiare il Paese, la nostra vita e la politica”. La Rangeri conclude il suo appello chiedendo ai lettori di “comprare il giornale tutti i giorni. So che la crisi stringe ma la nostra sopravvivenza è legata alla vostra fedeltà. Noi abbiamo fatto sacrifici grandissimi ma adesso non ce la facciamo più da soli, abbiamo bisogno di un continuo quotidiano aiuto”.

“La gravissima crisi che investe il Manifesto è un ennesimo schiaffo alla libertà di informazione. Già Liberazione ha dovuto chiudere le pubblicazioni. E ora si annuncia un’altra drammatica vicenda, che ancora speriamo possa non avere esiti senza ritorno. Ma in queste ore è necessario urlare al governo di rispondere a una situazione così pesante e così inedita. Sono a rischio 100 testate e 4 mila posti di lavoro. Che ne è delle promesse relative al fondo per l’editoria? La risposta deve arrivare dal governo nelle prossime ore. Non c’è tempo”. Lo dicono il senatore del Pd Vincenzo Vita e Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21.

Redazione

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