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Da Trieste la proposta di un Mutuo Sociale

Una quindicina circa di ragazzi di Un’Altra Gioventù, movimento giovanile di Un’Altra Trieste, hanno bloccato i lavori del consiglio comunale chiedendo ed ottenendo di essere ricevuti dai capigruppo. Motivo dell’incontro è stata la richiesta di approvazione di una mozione che impegni il sindaco Cosolini a farsi promotore presso la Regione di una legge sul Mutuo Sociale, nonché il censimento degli immobili sfitti del Comune di Trieste ed un piano di fattibilità per una loro possibile riconversione a scopo abitativo.

“Abbiamo deciso di proporre direttamente noi ai capigruppo questa mozione visto quanto il tema ci stia a cuore e sia delicato. Per molte famiglie oggi è diventato quasi impossibile pagare l’affitto perché in molti casi rischia di portare via più di metà dello stipendio; se a questo ci si aggiungono le bollette e le piccole spese impreviste non resta molto per vivere. Per molti poi, è diventato impensabile anche l’acquisto della casa, non riuscendo ad accendere il mutuo per problemi di garanzie o di solvenza; mutuo che comunque taglierebbe le gambe a chi dispone di buste paga contenute. Se poi, vista la congiuntura economica, perde anche il lavoro, allora la situazione si fa drammatica. Apprendendo delle notizie sull’aumento dei canoni di locazione delle Ater e il taglio del fondo sociale, riteniamo che quella abitativa rischia di diventare, se già non lo è, un emergenza da fronteggiare senza ulteriori ritardi”. E’ quanto scrivono in una nota congiunta, Francesco Clun coordinatore regionale e Luigi Mamilli, responsabile provinciale.

“La nostra proposta è quella di istituire anche in Regione il Mutuo Sociale. La costruzione da parte della Regione di case popolari a prezzo contenuto – proseguono – e la vendita degli stessi immobili a prezzo di costo. Il canone di locazione corrisponderebbe ad una porzione di mutuo che in ogni caso non può superare il 20% dello stipendio. Quando il valore dell’immobile viene coperto, la proprietà passa all’inquilino che lo riscatta. Un modo quindi per non ritrovarsi dopo trent’anni di affitto ad essere ancora privi della base per la creazione di una famiglia: la casa”.

“I capigruppo si sono resi tutti disponibili a dialogare, riconoscendo quanto il problema sia attuale e concreto. A loro va ovviamente il nostro ringraziamento, nonostante grillini e PdL non abbiano votato per la nostra audizione. Qualcuno si è anche già sbilanciato sottoscrivendo la nostra proposta. Abbiamo deciso  -concludono – di chiedere al Comune di Trieste una presa di posizione sull’argomento proprio perché crediamo che sia necessario un segnale politico ed istituzionale molto forte. A questo punto non possiamo che augurarci un veloce iter di approvazione della mozione”.

Redazione

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