Cinque case distrutte a causa dello scoppio di una centralina nel comune della provincia di Massa Carrara. Oltre ai tre operai sono stati coinvolti nell’incendio anche alcuni abitanti. Il bilancio provvisorio è di 8 feriti. Le fiamme hanno interessato un raggio di 400 metri coinvolgendo auto, il bosco e distruggendo 5 abitazioni in località Tassinarla. L’esplosione ha provocato un cratere di 20 metri di diametro e di oltre 7 di profondità.
Due quelli più gravi. Un operaio portato a Pisa, un suo collega dato inizialmente per disperso, è ora al Centro grandi ustionati di Genova. Tra i feriti, sono all’ospedale di Pontremoli, anche alcuni abitanti della frazione oltre al terzo operaio del gruppo. Le fiamme hanno attaccato il bosco vicino, danneggiato alcune case, tutte vuote, un fienile e auto in sosta.
Gli operai stavano effettuando lavori di manutenzione al metanodotto della linea La Spezia-Parma, che serve anche la Lunigiana. L’esplosione, poco dopo le ore 14:00, è avvenuta in una conduttura del gas metano a Barbarasco, frazione del comune di Tresana. Distrutta una vicina abitazione in quel momento vuota. Sul posto già arrivati i tecnici Snam. Bloccato il gas metano anche ad Aulla. A provocare l’incidente, secondo una prima ricostruzione, è stata la manovra errata di un escavatore che nelle operazioni di manutenzione di routine delle condutture avrebbe sganciato una delle tubature accidentalmente.
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