Sono state identificate le tre vittime dell’incidente della nave Costa Concordia, incagliatasi la sera del 13 gennaio sugli scogli dell’isola di Giglio. Tre le vittime accertate. Due sono turisti di nazionalità francese, il secondo è un membro dell’equipaggio di nazionalità peruviana. Diversi i feriti, due dei quali risultano essere gravi.
Costa Crociere ha reso noto la nazionalità e l’esatto numero passeggeri a bordo di Concordia – personale di bordo escluso. A bordo della nave al momento dell’impatto con gli scogli, quindi, vi erano 3.216 così suddivisi: 989 italiani, 569 tedeschi, 462 francesi, 177 spagnoli, 129 americani, 127 croati, 108 russi, 74 austriaci, 69 svizzeri, 46 brasiliani, 46 giapponesi, 42 olandesi, 33 ucraini, 30 coreani, 20 rumeni, 26 da Hong Kong, 25 britannici, 21 australiani, 17 argentini, 13 taiwanesi, 12 canadesi, 12 cinesi, 11 portoghesi, 10 colombiani, 10 cileni, 9 turchi.
Ma non solo. A bordo vi erano anche 8 belgi, 8 israeliani, 9 kazhakistani, 8 peruviani, 8 polacchi, 6 moldavi, 6 nepalesi, 5 svedesi, 5 venezuelani, 4 danesi, 4 dominicani, 4 serbi, 4 sudafricani, 3 delle Antille olandesi, 3 bielorussi, 3 grechi, 3 ungheresi, 3 iraniani, 3 irlandesi, 3 macedoni, 2 albanesi, 2 cubani, 2 algerini, 2 ecuadoriani, 2 messicani, 2 finlandesi, 1 di Andorra, 1 bulgaro, 1 bosniaco, 1 ceco, 1 indiano, 1 marocchino, 1 norvegese, 1 neozelandese, 1 filippino e un uruguayano. In tutto 3.216 passeggeri, ai quali vanno sommati i 1.013 membri dell’equipaggio, per un totale complessivo di 4.229 persone.
Secondo le liste ufficiali ora in mano alla capitaneria di porto, le persone registrate negli elenchi dei soccorsi sono in totale 4165. Mancano quindi all’appello 64 persone. Trovati nel frattempo 4 delle persone date per disperse, tutte di nazionalità americana. La conta dei dispersi scende a 60.
Tra i soccorritori c’è sempre più paura che le persone che risultano ancora fuori dalla lista siano effettivamente intrappolate dentro la nave. Ma questa al momento resta solo una supposizione visto che i sommozzatori che da ore stanno perlustrando i ponti sommersi della nave non hanno ancora trovato tracce di vittime.
Aperta intanto un’inchiesta dal procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, che ha ipotizzato i seguenti reati: naufragio, disastro e omicidio colposo. Ad ora non ci sono ancora indagati “dobbiamo verificare chi era al comando della nave, dove si trovava il comandante e capire le cause” ha spiegato il magistrato.
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