Porto di Gioia Tauro gravissima intimidazione alla Cgil

Che la crisi del mondo del lavoro, in particolare al Sud sia conclamata, è un fatto notorio e lo sta diventando anche il “terrorismo” che si materializza con buste di minacce ad Equitalia, ai politici, ma anche visti i tempi sulla rete, il nuovo “potente” mezzo di comunicazione. Alle porte del 2012 l’informazione sul web, sia essa fai da te (blog, tweet, post fb, giornaletti di paese,…) sia essa professionale come i giornali iscritti sia ai Tribunali che al Roc, diventa sempre più “influente” al punto che il nuovo “terrorismo” passa da internet. Se poi queste forme di terrorismo vengono rivolte nei confronti non dei potenti ma degli operai, viene da pensare che siamo di fronte ad un problema di non facile soluzione.

Da questo punto di vista Gioia Tauro fa scuola. Ed il Porto con i lavoratori portuali rimangono “vittime” di questo nuovo “terrorismo” mediatico. Addirittura sul social network Facebook in un gruppo denominato “Salviamo il Porto di Gioia Tauro”, riguardante la vertenza del porto  a firma di due rappresentanti del sindacalismo autonomo (Sul) Rocco Talianu e Domenico Macrì, si registra un “atto indegno nei confronti della Camera del Lavoro Gioiese e della Cgil tutta”, per come lo definisce Sergio Genco, segretario regionale del sindacato.

“Rappresenta una vera e propria intimidazione di stampo ndranghetista e terrorista che, attraverso l’utilizzazione di immagini inquietanti, vale a dire un caricatore di proiettili e il corpo del sindacalista Cgil Guido Rossa, trucidato dalle Brigate Rosse, seguite da parole farneticanti, lanciano una minaccia a tutti coloro che dell’azione sindacale hanno fatto una scelta di vita per la difesa della condizione dei lavoratori e delle lavoratrici”. Minacce non tanto velate nei confronti di Nino Calogero, il “battagliero” segretario comprensoriale della Cgil Piana di Gioia Tauro.

Genco rileva si tratti di un “atto vigliacco che non può passare sotto silenzio.  La Cgil, come ha sempre fatto, in tutte le forme e sedi opportune difenderà la libertà e la democrazia nei posti di lavoro, così come hanno insegnato tutti coloro che hanno immolato la propria vita , come Guido Rossa, per la causa dei lavoratori”. Si tratta di una vicenda triste ed inquietante che non giova affatto alle sorti del Porto di Gioia Tauro e dei lavoratori, che rischia di mandare a fondo le residue speranze di risollevare le sorti dello scalo portuale calabrese.

“La Cgil tutta non si lascerà intimidire da nessuno e continuerà con rinnovata forza – si legge in conclusione di una nota della Cgil Calabria – con il coinvolgimento delle forze sociali, politiche, istituzionali e dei lavoratori, ad esprimere le proprie posizioni a garanzia degli interessi generali  di sviluppo del porto di Gioia Tauro e di rappresentanza e tutela dei lavoratori”.

“Chiediamo alla Magistratura competente di non sottovalutare quanto è accaduto e richiamiamo lo stesso Sul ad intervenire per allontanare quanti – sollecita e conclude Genco – con i loro gesti e le loro parole, offendono tutto il mondo del sindacalismo democratico e libero”.

Da parte de La Prima Pagina un atto di dura condanna a queste nuove forme di terrorismo e la convinta e piena solidarietà a Nino Calogero e alla Cgil tutta.

Redazione

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