Ha spinto la moglie dalla finestra del bagno, al quarto piano, poi si è lanciato a sua volta nel vuoto. Lui è morto sul colpo, sbattendo contro un davanzale al primo piano. La donna è precipitata sull’asfalto: portata all’ospedale Maggiore in condizioni molto gravi, è deceduta poco dopo l’arrivo al pronto soccorso. Era malata da tempo. La coppia, entrambi di 67 anni, abitava alla periferia ovest di Bologna, in via Quirino di Marzio, zona Reno.
L’uomo, Orlando Di Domenico, ha lasciato un biglietto: “Così potrò curare la mia bambina”. La moglie, Elsa Boni, da una decina d’anni era gravemente malata di Alzheimer, forma di demenza gravemente degenerativa, e negli ultimi tempi le sue condizioni erano ulteriormente peggiorate e per muoversi era costretta a usare una sedia a rotelle. I vicini raccontano che il marito la accudiva ogni giorno, portandola a fare passeggiate e aiutandola in tutte le attività quotidiane. Fino alla decisione di mettere fine alla doppia sofferenza, quella della moglie e la propria.
E’ successo attorno alle otto di sabato mattina: i vicini hanno sentito due tonfi, a distanza di pochi secondi uno dall’altro. Si sono affacciati alle finestre e hanno visto cosa era successo. Quando è arrivata la polizia, la porta dell’appartamento in cui abitava la coppia era chiusa dall’interno. L’ipotesi dell’omicidio-suicidio è stata confermata dal biglietto trovato in casa su un mobile. Il pm di turno, Morena Plazzi, ha disposto l’autopsia sui corpi, anche per verificare se alla donna siano stati somministrati farmaci.
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