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Distanza culturale e mentale dall’Unione Europea

Nei giorni scorsi, il Commissario Europeo alle Politiche Regionali – Johannes Hahan – , rispondendo ad un’interrogazione parlamentare, formulata da cinque euro deputati, ha dichiarato che la Commissione Europea ha bloccato 36 milioni di euro di finanziamenti alla Regione Calabria, per il fatto che “il sistema di gestione e di controllo regionale non è ancora ritenuto completamente affidabile dai servizi di audit della Commissione”.

Si tratta di fondi Fest e di fondi Fse relativi a dei risanamenti ambientali. Nessuno degli otto progetti previsti è pervenuto alla Commissione Europea, tanto che, due mesi or sono, Johannes Hahn “ha inviato al Presidente della Regione Calabria una lettera con cui gli rammentava il debole tasso di avanzamento del programma, invitandolo ad adottare misure concrete per attuare rapidamente tutti gli interventi”.

Infatti, al fine di non perdere le risorse comunitarie previste, la Calabria è tenuta a documentare entro fine anno di aver completato gli investimenti , di cui il 50 per cento a carico dell’Unione Europea.

Inoltre, per quanto riguarda i fondi Fse, la Calabria è tenuta a fornire “le pezze di appoggio relative a spese effettuate pari a 111,6 milioni di euro”.

Ma la nostra Regione rischia addirittura di perdere complessivamente, nei vari settori, 2,8 miliardi di euro se non riuscirà ad impegnare tale somma entro il 31.12.2011. Siamo, oramai, in dirittura di arrivo!

Ma – detto per inciso e non certo per giustificare l’operato della Calabria – tutte le regioni del Sud, purtroppo,  non riescono a sfruttare la “manna” dei fondi europei; infatti, il Sud riesce a spendere soltanto il 15 per cento di ciò che è disponibile, classificandosi al penultimo posto.

Dopo il Sud,vi è la Bulgaria! Sembra che Bruxelles non sia più disponibile a versare del denaro senza ottenere certezze, dopo l’esperienza negativa della gestione 2000 – 2006, durante la quale sono state spese, nel Meridione d’Italia, (e, sappiamo tutti, cosa si sia verificato a Crotone nella zona industriale) ingenti somme per opere soltanto iniziate e mai completate. A differenza, ad esempio, della Spagna.

Ma di parere diverso è il nostro Presidente della Giunta Regionale, Giuseppe Scopelliti, secondo il quale, come al solito, la responsabilità ricadrebbe nella precedente Giunta Regionale; mentre, ora, afferma testualmente “lo stato di avanzamento del programma operativo della Calabria procede in maniera soddisfacente”.

Speriamo che si possa passare dalle parole ai fatti, ad evitare che non constatando fatti reali, entro il 31.12.2011, Bruxelles possa chiudere i cordoni della spesa per la Calabria.

Redazione

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