C’è poi un ragionamento prettamente politico per i leghisti che al Governo con Berlusconi si stavano logorando di giorno in giorno. Bossi leggeva sondaggi che da un mese all’altro erano sempre peggiori. All’opposizione Bossi spera che il partito si ritempri, ricompattandosi contro l’insidia Maroni.
Ed il Senatur ha le idee chiare: ”Andremo all’opposizione. Come si fa a sostenere un Governo che farà portare via tutto, che privatizzerà le municipalizzate”. Ma davvero questa è la fine dell’alleanza con Silvio Berlusconi? Su questo punto il Carroccio riflette: ”Rompere con Berlusconi? Vedremo”. E’ ancora presto per comprendere dopo la caduta del Cavaliere quanti lasceranno il partito per approdare nel Terzo Polo. Si prevede una vera e propria emorragia che di fatto gioverebbe a Casini e soci che nei sondaggi sono attorno al 15% e potrebbero crescere nel frattempo superando di gran lunga il 20%. Il tutto a discapito del PdL e naturalmente del Pd che non esce rafforzato dal Governo Monti, trattandosi di un esecutivo tecnico e non di un governo di larghe intese. Un Pd che vede erodere il proprio consenso sia da Tonino Di Pietro che ancor più da Nichi Vendola e da Beppe Grillo e da tutti i movimenti di sinistra fuori dal Parlamento. Una situazione in profonda costante evoluzione.
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