“Sono stato alla guida dell’esecutivo provinciale per nove anni ma non ho combinato alcun danno finanziario”. A tuonare è l’ex padre padrone della Provincia di Vibo Valentia, Ottavio Gaetano Bruni, il più longevo presidente di una provincia giovanissima.
Lui che oggi è consigliere regionale ed è approdato allo scudocrociato, non riserva sconti all’ex delfino Francesco De Nisi tacciandolo di aver spaccato il Partito democratico. “Nelle vesti di presidente della Provincia i danni che ha fatto sono sotto gli occhi di tutti; come sindaco di Filadelfia le cose non sono andate meglio perché ha lasciato debiti per svariati milioni di euro – rincara Bruni nel corso di un incontro con i media – Infine come coordinatore provinciale del Pd non è riuscito a fare niente. Il partito sotto la sua gestione, infatti, l’ha distrutto. Conseguenza dei suoi errori la consegna nelle mani del centrodestra di diversi comuni, compreso quello di Vibo Valentia”.
Sul dissesto finanziario di palazzo ex Enel, il conigliere uddiccino è caustico: “Il consuntivo del 2007 l’abbiamo chiuso con circa 600mila euro di avanzo. Carta canta. Negli anni della mia gestione abbiamo appaltato decine di opere pubbliche senza mai provocare voragini finanziarie. Situazione ben diversa è quella attuale visto che i dipendenti, per mancanza di denaro, non riceveranno gli stipendi di novembre, dicembre con relativa tredicesima”.
Ed infine la sentenza finale: “De Nisi deve rendersi conto che è al capolinea. Non so come farà a raddrizzare una barca che fa acqua da tutte le parti. La Provincia, purtroppo, è ormai al dissesto finanziario. Restando le cose in questo modo rischia di scomparire”.
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