La seconda rata mette in crisi consumatori e attività produttive: reale sostegno o emergenza liquidità?
La seconda rata della Rottamazione quinquies rischia di trasformarsi in una trappola per famiglie e imprese, costrette a scegliere tra il pagamento dei debiti fiscali e quello di fornitori, bollette e finanziamenti. Si delinea così il rischio di nuove crisi di liquidità e di decadenza di massa dai piani di rientro, con molte adesioni usate soltanto come scudo temporaneo per bloccare i pignoramenti prima di un potenziale abbandono della misura.
La scadenza della seconda rata della Rottamazione quinquies sta mostrando gli effetti collaterali di un provvedimento che, nato per agevolare i contribuenti, rischia di paralizzare l’economia reale.
Dalle analisi sulle strategie di sopravvivenza finanziaria emerge che almeno la metà degli imprenditori ha aderito alla sanatoria con un obiettivo prettamente tattico: ottenere la sospensione immediata dei pignoramenti e delle azioni esecutive già avviate dall’Agente della Riscossione. Un blocco temporaneo che ha tuttavia generato una grave crisi di liquidità a cascata.
Per reperire le risorse necessarie al pagamento delle rate, molte attività commerciali hanno sospeso i saldi verso la catena dei fornitori, trasferendo le difficoltà finanziarie lungo l’intera filiera produttiva. Sul fronte delle famiglie, la priorità data alle scadenze con l’Erario ha costretto molti nuclei a rinunciare al saldo delle utenze domestiche o al rispetto delle scadenze di prestiti e finanziamenti.
I dati storici delle precedenti rottamazioni elaborati su fonti della Corte dei Conti confermano una tendenza strutturale: il tasso di decadenza dai piani di rientro è passato dal 53% della prima Rottamazione al 67% della Rottamazione-bis, fino al 70% della Rottamazione-ter. Anche con la Rottamazione-quater oltre la metà dei contribuenti ha abbandonato il piano già a partire dalle prime rate successive. I dati dimostrano che le sanatorie, senza una reale sostenibilità finanziaria, rischiano di trasformarsi in una misura a tempo determinato, incapace di risolvere l’illiquidità di fondo.
La decadenza non preclude tuttavia l’accesso agli strumenti generali di tutela previsti dall’ordinamento giuridico:
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