Cronaca

Viterbo, le motociclette diventano un simbolo di libertà: il 6 novembre in marcia contro la violenza sulle donne

Le due ruote come simbolo di libertà, autonomia e ripartenza. È questo il messaggio al centro di “Motocicliste per l’eliminazione della violenza contro le donne”, il motoincontro in programma venerdì 6 novembre a Viterbo, promosso dal Comitato Unico di Garanzia dell’Università degli Studi della Tuscia, in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana attraverso la Commissione Femminile.

L’iniziativa vuole portare sulle strade della città un messaggio chiaro contro la violenza di genere e il femminicidio, richiamando l’attenzione pubblica su una delle questioni più urgenti della società. Non una semplice manifestazione motociclistica, dunque, ma un appuntamento nel quale la passione per le due ruote diventa occasione di sensibilizzazione, partecipazione e condivisione di valori.

Il corteo attraverserà diversi poli universitari, collegando simbolicamente luoghi di formazione e vita quotidiana attraverso una mobilitazione che intende coinvolgere motociclisti, istituzioni, associazioni e cittadini. L’obiettivo è ribadire che contrastare la violenza sulle donne significa costruire una cultura fondata sul rispetto, sulla consapevolezza e sulla possibilità di ricominciare dopo esperienze dolorose.

Dalla strada un messaggio contro la paura

Il titolo dell’iniziativa contiene già una dichiarazione d’intenti. “Motocicliste per l’eliminazione della violenza contro le donne” mette al centro donne che scelgono di essere protagoniste di un messaggio pubblico, utilizzando la strada e la passione motociclistica come strumenti di partecipazione civile.

Il percorso si inserisce nel solco del Flash Mob “100 Donne Vestite di Rosso”, organizzato nell’aprile 2026, che aveva richiamato l’attenzione sul fenomeno della violenza di genere. Il nuovo appuntamento rappresenta una prosecuzione di quel lavoro di sensibilizzazione, con una modalità diversa e una presenza diffusa sul territorio cittadino.

A sottolineare lo spirito dell’iniziativa è la professoressa Sonia Maria Melchiorre, presidente del CUG Unitus: «Noi ci siamo e ci saremo per aprire un nuovo passaggio al grido di NO fear – go faster!».

Le parole richiamano l’idea di superare la paura e di non lasciare che la violenza diventi un limite definitivo alla libertà personale. Il messaggio non si esaurisce nella denuncia, ma punta a trasmettere una prospettiva di speranza: oltre la violenza può esistere una vita nella quale ritrovare amore, passione e gioia.

La scelta di un corteo motociclistico contribuisce a rendere visibile questo messaggio in uno spazio condiviso da tutta la comunità. Le moto diventano così un elemento di riconoscibilità, capace di attirare l’attenzione e di trasformare una giornata di sensibilizzazione in un momento di partecipazione collettiva.

Un evento aperto a moto, scooter e ciclomotori

Il motoincontro si svolgerà a partire dalle ore 9 nel complesso monumentale di Santa Maria in Gradi, sede del Rettorato dell’Università della Tuscia. La partecipazione è aperta a chiunque disponga di un mezzo a due ruote, che si tratti di una motocicletta, uno scooter o un ciclomotore, e del relativo casco.

Dopo l’accoglienza, la registrazione e il welcome coffee, il programma prevede i saluti istituzionali e il corteo attraverso i diversi campus universitari. Le tappe indicate sono Santa Maria del Paradiso, con arrivo alle 11.30 e ripartenza alle 11.45, San Carlo, con arrivo alle 12.15 e ripartenza alle 12.40, e infine il campus del Riello, previsto per le 13.

La successione delle tappe porterà l’iniziativa in differenti spazi dell’Università, coinvolgendo simbolicamente più luoghi della comunità accademica. Al Riello è previsto un light lunch offerto dall’azienda Coccia Sesto, seguito nel pomeriggio da attività dedicate alla sicurezza stradale.

La manifestazione è accreditata e inserita nel calendario ufficiale della Federazione Motociclistica Italiana. Alla sua organizzazione partecipano il CUG Unitus e il Gender Equality Plan dell’ateneo, insieme alla Commissione Femminile FMI, a W.M.T.O.B. (Women Minding Their Own Business), Radio Tuscia Events, Women Go Faster e al Moto Club Etruschi Bikers di Sutri.

La collaborazione con la Polizia Locale di Viterbo, guidata dal comandante Mauro Vinciotti, e con il Moto Club Etruschi Bikers riguarda la sicurezza e la regolarità del percorso cittadino.

L’arancione per immaginare un futuro senza violenza

Ai partecipanti viene chiesto di indossare un capo o un accessorio arancione. La scelta richiama la campagna delle Nazioni Unite “UNiTE to End Violence against Women” e il simbolismo promosso da UN Women, che associa questo colore alla prospettiva di un futuro luminoso, libero dalla violenza contro le donne.

L’arancione diventerà così un segno visibile di adesione all’iniziativa. Un dettaglio semplice, ma capace di unire persone differenti intorno a un messaggio comune: la violenza fisica, psicologica ed economica non può essere considerata una componente inevitabile delle relazioni, né una questione da affrontare soltanto in occasione delle giornate dedicate alla sensibilizzazione.

L’iniziativa gode del sostegno di una rete articolata di realtà istituzionali, professionali e associative. Tra i partner figurano il Centro antiviolenza Unitus, ZONTA International Roma Minerva, GWPR Italia, Donna Immagine Città, Side by Side, il gruppo 100 Donne Vestite di Rosso, l’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della Provincia di Viterbo, PMI-Unindustria e Confagricoltura Donne.

Un impegno che guarda oltre la giornata

Il significato dell’appuntamento non si esaurisce nelle ore del corteo. Il suo obiettivo è mantenere alta l’attenzione pubblica su un fenomeno che richiede continuità, strumenti di sostegno e un cambiamento culturale duraturo.

La partecipazione di un’università, di una federazione sportiva, di associazioni e di realtà professionali mostra come la prevenzione possa coinvolgere ambiti diversi della società. La lotta alla violenza di genere non riguarda infatti soltanto chi subisce direttamente gli abusi, ma chiama in causa l’intera comunità nella costruzione di relazioni rispettose e nella capacità di riconoscere comportamenti violenti.

Il 6 novembre, a Viterbo, le motociclette attraverseranno la città portando proprio questo messaggio. La libertà evocata dalle due ruote diventerà l’immagine di una società nella quale nessuna donna debba essere costretta a vivere nella paura e nella quale la possibilità di ricominciare sia sostenuta da una rete concreta di persone e istituzioni.

Redazione

Recent Posts

Autotrasportatori siciliani, revocato il fermo dopo l’intesa con Salvini: resta lo stato di agitazione

Il Comitato trasportatori siciliani (Cts) ha disposto la revoca immediata del fermo dei servizi di…

2 ore ago

Crotone presentata l’iniziativa storicamente Natale nell’aula consiliare

Nell'aula consiliare "Falcone e Borsellino" si annuncia da parte del Sindaco Voce come sarà il…

6 ore ago

Come organizzare i documenti aziendali quando sono sparsi tra PC, server, cloud ed email

Un contratto salvato sul computer di un dipendente, una fattura allegata a un'email, alcuni documenti…

7 ore ago

Luci della Ribalta, presenta la stagione 2026-27

Il Presidente Salvo Fazio, il Direttore Artistico Giovanni Puglisi e l'intero cast incontrano i giornalisti…

7 ore ago

Perché scegliere un Social Media Manager professionista

Affidarsi a un Social Media Manager professionista significa investire in una strategia di comunicazione digitale…

10 ore ago

Francia, scattano i coprifuoco locali dopo i saccheggi: restrizioni notturne a Parigi

La Francia introduce coprifuoco parziali e localizzati dopo le violenze e i saccheggi che hanno…

13 ore ago