Il governo fa fuori i Presidi

Simbolo di severità, ammonimento per tutti gli studenti: la generazione dei Presidi o come si chiamano oggi Dirigenti scolastici, va in soffitta. L’idea è del governo Berlusconi che in un clima “greco” sta pensando di tagliare ovunque e soprattutto nell’istruzione che in realtà deve essere il cardine di ogni società civile.

Così il Premier oltre alle pagelle cartacee, ha deciso di abolire anche le presidenze. Il disegno di legge di Stabilità, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 14 ottobre e approdato in Parlamento per la discussione e definitiva approvazione, contiene una norma che rischia di lasciare senza un preside titolare una scuola italiana su tre e di fare sparire tutti i posti del concorso a preside appena iniziato. Tra meno di un anno, più del 50 per cento degli istituti potrebbero essere gestiti da presidi “part-time”.

Obiettivo risparmiare alcune decine di milioni. Ergo dal 2011/2012 le scuole con meno di 500 alunni – 300 nelle piccole isole e nei comuni montani – non potranno più avere un preside titolare, ma saranno guidate da un reggente: un capo d’istituto già al comando di un’altra scuola. L’obiettivo è quello di tagliare 1.812 presidenze e relativi stipendi, per un risparmio di circa 100 milioni l’anno. Ma il recente disegno di legge di Stabilità rincara da dose: innalza da 500 a 600 il numero degli alunni per scuola – 400 per i comuni montani e le piccole isole – che fa scattare la presidenza titolare e include nel taglio anche la figura del dsga: il vecchio segretario.

La disposizione prevista dalla legge di stabilità dovrebbe “indurre” anche le regioni “riottose” (Toscana, Emilia Romagna, Puglia, Liguria, Marche, Sicilia e Basilicata) a cambiare idea. Infatti, le stesse possono anche rifiutarsi di dare corso al dimensionamento scolastico – smembramento delle scuole medie ed elementari e riaccorpamento dei plessi per formare istituti comprensivi con almeno mille alunni – indicato dal governo, ma si troverebbero scuole senza dirigente scolastico e segretario titolari. Insomma, una situazione che alla lunga porterebbe le istituzioni scolastiche in questione alla paralisi.

Redazione

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