Nel periodo di Natale dello scorso anno la Calabria, per l’esattezza Filandari nel Vibonese, era stata protagonista di una terribile strage familiare, la cosiddetta strage di Scaliti per questioni di terreni e confini. Vecchi rancori e dissapori risolti con le armi. E ancora una volta il Sud mostra il suo volto brutale. Ancora una volta Filandari. Questa volta un giovane di 18 anni, Antonio Carà, che ha tentato di uccidere il futuro suocero. L’uomo non gradiva la relazione con la figlia minorenne. Carà ha pensato di vendicarsi tentando di ucciderlo.
Carà, pregiudicato, è ritenuto vicino alla criminalità organizzata dal Vibonese. Nella serata di sabato, dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo, si è recato nell’abitazione della fidanzata per chiarire la sua relazione con il padre. Ne è scaturito un litigio sulla soglia di casa della ragazza, concluso con l’esplosione di due colpi di pistola. Subito dopo il giovane si è dileguato. Nel corso della nottata i carabinieri lo hanno intercettato su una strada provinciale ma Carà ha abbandonato la sua auto riuscendo a scappare. Localizzato di nuovo, il giovane ha sparato un colpo di pistola anche contro i militari. La sua fuga è terminata a Tropea. I carabinieri hanno sequestrato la pistola calibro 45 in suo possesso.
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