Torri da salvare nel Crotonese

La provincia di Crotone, in quanto a Beni Culturali, non è solo Area archeologica di Capo Colonna o i tanti giacimenti krotoniati sparsi un po’ dappertutto nel capoluogo e non fruibili dagli studiosi e dai turisti, vi è dell’altro. Nel territorio esistono, infatti, tracce che testimoniano eventi ed epoche vissuti dalla nostra regione e che come tali dovrebbero essere tutelate e trasmesse alle future generazioni per consolidare la propria identità.

A tutti sono note le torri di guardia fatte erigere intorno al XVI sec. dal Vicereame spagnolo sulle alture costiere al fine di fronteggiare le frequenti e talvolta devastanti incursioni saracene.

Tra le tante ricordiamo le torri nelle terre di Isola Capo Rizzuto, quali: quella di Bugiafaro, della Santa Barbara, del Concio o San Pietro, Torre Cannone,la Torre Vecchiae Nuova,la Torredel Telegrafo e quella di Rijtani;la Torre Naoa Capo Colonna; la cosiddetta Turra nei pressi del cimitero a Cutro, la torre della Marina di Strongoli e quelle sul mare di Cirò Marina ed altre.

Sono strutture abbandonate all’ingiuria del tempo e degli uomini ed oggi alcune appaiono semidistrutte e qualcuna, addirittura, inglobata in uno stabile privato non più in uso.

C’è da dolersi davvero che nessuno finora si sia interessato concretamente di tali testimonianze della nostra storia, vetuste sentinelle della nostra libertà.

Per evitare la loro costante e continua distruzione, perché non restituirle all’interesse culturale della collettività, naturalmente previo un opportuno intervento di restauro conservativo, come si è fatto per il Torrione aragonese di Torre Melissa?

Perché non inserirle in un progetto organico di tutela del patrimonio storico locale, prevedendo anche appositi percorsi storico – culturali attrezzati? Oltretutto le nostre torri ricadono tutte nel territorio prospicientela Riserva Marinadi Capo Rizzuto.

Stesso interesse e tutela, perché no!, meriterebbero le numerose postazioni tedesche sparse nello stesso territorio fin sulla spiaggia e qualcuna nei fondali, residui del secondo conflitto mondiale e voce di una triste epoca. Andrebbero recuperate, queste, e valorizzate a scopo culturale, quali testimonianze,  per i giovani, del difficile cammino compiuto dai nonni o bisnonni per la conquista della libertà e della pace.

Redazione

Recent Posts

Vannacci attacca dopo gli scontri di Bologna: “La violenza è sempre a sinistra”

Il generale Roberto Vannacci interviene dopo le tensioni nel capoluogo emiliano e rilancia la polemica…

24 minuti ago

Cosa vedere a Grosseto: Piazza Dante, il cuore pulsante della città

Tra le tappe imprescindibili per chi si chiede cosa vedere a Grosseto, Piazza Dante rappresenta…

7 ore ago

Packaging premium: come trasformare una scatola in un’esperienza indimenticabile per il cliente

Nel mercato del lusso il prodotto inizia a parlare prima ancora di essere visto. Un…

7 ore ago

Milano. Vannacci e la sfida dell’intelligenza artificiale

Da “slopaganda” a nuova frontiera della comunicazione politica: il caso del video generato con l’IA…

9 ore ago

Attilio Carbone torna simbolicamente italiano: Cosoleto si mobilita per la cittadinanza, Palmi gli assegnerà il Premio Bronzi di Riace

Dopo 62 anni di radio negli Stati Uniti, il grande comunicatore italoamericano originario di Cosoleto…

11 ore ago

Quando l’IA entra nell’arena politica: il caso Vannacci e la nuova frontiera della provocazione

Un anfiteatro dell’antica Roma, i protagonisti della politica italiana trasformati in personaggi di un’altra epoca…

12 ore ago