Per dieci anni è stata costretta a subire ogni tipo di violenze. Schiaffi, pugni, insulti, veri e propri pestaggi portati a termine in tutte le ore del giorno e della notte a volte con spranghe, mazze ed ogni tipo di oggetto che c’era in casa. Un vero e proprio calvario cominciato per T.T., cittadina bulgara di 28 anni, mentre si trovava nel proprio paese e che, quando con il suo convivente Sami Veli Yusein, cittadino bulgaro di 40 anni, da tempo impiegato a giornata come manovale a Pizzo, centro calabrese alle porte del capoluogo Vibo Valentia. Un inferno che non ha conosciuto pace nemmeno durante le tre gravidanze, che spesso veniva costretta dal proprio aguzzino a dormire fuori dalla porta di casa, vicino alla cuccia del cane, davanti agli occhi impietriti degli altri figli. Una situazione insostenibile, che peggiorava ulteriormente quando l’uomo era – come accadeva frequentemente – in preda ai fumi dell’alcool ed a cui la donna, terrorizzata, ha deciso di ribellarsi rivolgendosi al consultorio familiare di Vibo Valentia ed ai Carabinieri della Stazione di Pizzo. Ai militari la giovane, in lacrime, ha raccontato i dieci interminabili anni di sofferenze e maltrattamenti, chiedendo aiuto ed un posto sicuro dove scappare con i tre figli di 9, 6 e 4 anni, prima che anche loro diventassero vittima della furia cieca dell’uomo. I militari dell’Arma della Compagnia di Vibo Valentia e gli assistenti sociali hanno immediatamente raccolto l’incredibile racconto ed hanno provveduto a trasportare T.T. ed i suoi tre figli in una località protetta e lontana da Pizzo. A tempo di record i Carabinieri hanno redatto una dettagliata informativa alla Procura della Repubblica di Vibo Valentia che ha immediatamente richiesto la custodia cautelare in carcere per l’uomo.
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