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Venezia, dopo i disordini c’è bisogno di un dialogo sereno e di tolleranza

Il presidente della Provincia di Venezia, Francesco Zaccariotto, torna sugli scontri alla Festa dei Popoli Padani intervenendo con una nota stampa. “Ancora una volta siamo portati a riflettere su fatti che non vorremmo fossero accaduti. Ancora una volta la festa della Lega, che si svolge a Venezia dal 1996, è stata caratterizzata prima dalla minaccia e poi dall’invasione di chi della democrazia e delle regole non ha alcun rispetto. Questa città, la nostra città rinomata nel mondo per il suo essere modello di democrazia e di tolleranza, ha avuto i riflettori dei media accesi sugli scontri tra i giovani dei centri sociali e la polizia agli Scalzi. Immagini che preferiremmo evitare di vedere nel 2011. Come donna sono molto dispiaciuta se questi scontri hanno portato a conseguenze negative per le singole persone, provocando feriti, come amministratore non credo che giovi all’immagine di Venezia, e come politico considero triste il tentativo di disturbare un momento di festa popolare, un raduno che in questo momento storico ha un forte significato, sia di riflessione e confronto condiviso, sia di gioia. Un momento per dire: siamo qui, uniti in questo momento critico, a dare il nostro serio contributo a migliorare la situazione del nostro territorio, e del paese. E’ giusto ricordare che il grande raduno della Lega Nord a Venezia avviene in modo civile e chi partecipa lo fa con cuore e autentico spirito di aggregazione. Per la città di Venezia deve essere una giornata di festa, non un bollettino di guerra.  Purtroppo però c’è chi non la pensa così. Soprattutto c’è ancora chi non intende affrontare le questioni, e determinati temi con gli strumenti del dialogo e della democrazia, e preferisce preparare un clima di guerriglia urbana, con la regia di personaggi noti alle cronache, che conquistano le luci dei riflettori e le prime pagine. Per poi dire “la polizia ci ha aggredito”. Con tutta probabilità costoro non accettano il dialogo, non è nel loro dna, e forse nella loro cultura.  Purtroppo le vere vittime di questi fatti di cronaca sono tutte quelle persone che mettono davanti alla violenza il rispetto delle regole, che credono nel dialogo e nella partecipazione della vita politica. Persone che amano il confronto e non lo scontro. Fino a quando dovremmo assistere a queste scene? Per fortuna queste persone sono sempre più isolate, e credo che i cittadini con una coscienza civica, al di là e nel rispetto dei differenti schieramenti politici, abbiano saputo fare una netta distinzione. Un ringraziamento va a tutte le forze dell’ordine, al nostro Prefetto e al nostro Questore per aver garantito la sicurezza dei cittadini e dei partecipanti al raduno”.

 

Redazione

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