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Il Salento in tv con Lino Banfi nei panni del Commissario Zagaria

Un gradito ritorno sul piccolo schermo per l’inossidabile Lino Banfi che, quarant’anni dopo il brigadiere Pasquale Zagarìa, e 25 anni dopo il commissario Lo Gatto, torna a fare il poliziotto col suo vero cognome, ne “Il Commissario Zagarìa”, una miniserie in due puntate che andrà in onda lunedì 12 e martedì 13 settembre su Canale 5. Impegnato anche nelle insolite vesti di soggettista e produttore (con la società di famiglia, Alba Film 3000) Banfi, torna a lavorare per Mediaset dopo 5 anni dal fim tv “Il mio amico Babbo Natale” e dopo la lunga stagione Rai di “Un medico in famiglia”, intervallata da fiction di successo. E’ la storia di un vice questore prossimo alla pensione in quel di Lecce, che si trova ad affrontare omicidi in sequenza dovuti a guerre tra le mafie pugliesi e calabresi, e a contrastare, coi suoi metodi vecchio stile, il giovane poliziotto giunto dalla città per risolvere i casi. Zagarìa è certamente un omaggio ai personaggi interpretati da Banfi, la summa dei vari commissari Auricchio, Bellachioma, Lo Gatto, con la bonomia di nonno Libero e l’insofferenza di Oronzo Canà, con citazioni e gag, a tratti, di puro avanspettacolo, come i duetti con gli agenti De Simone (Sandro Ghiani) e il ‘simil Catarella’ Pesce (Paolo De Vita). Nel cast anche le brave Rosanna Banfi e Ana Caterina Moriaru. Marco Cocci è il giovane vice questore mentre Antonio Stornaiolo, di arboriana memoria, è il cattivo, sosia di Armando De Razza, altro figlio di Arbore. Oltre i risvolti comici una prevedibile storia d’amore, una bella ambientazione, il Salento, e un’atmosfera che ricorda (da lontano) “Il giudice Mastrangelo”, tra spiagge, ristoranti tipici, panama e completi di lino. Banfi, forte di oltre mezzo secolo di carriera alle spalle, catalizza temi e domande anche in conferenza stampa: “Dopo il brigadiere Zagaria promisi a me stesso di usare ancora il mio cognome vero in produzioni artistiche, ed eccomi qui”. L’attore, reduce da un viaggio in Usa per i 75 anni e da un’operazione al menisco, esorcizza sulla salute con varie battute: “E’ la legge del contrappasso, per anni il mio marchio di fabbrica è stato “Ti spezzo le ossa del capocollo e ti metto il menisco a tracolla” – Ora è toccato a me”. E ancora “L’attore grasso non deve baciare, non deve far l’amore e non deve morire… quest’ultima cosa mi piace molto… Su Internet mi hanno dato morto per ben due volte… altri 14 anni non me li toglie nessuno”. Se la messa in onda della fiction avrà successo, Banfi passerà all’incasso con una serie di più puntate: “Potremmo organizzare un crossover tra Montalbano e Zagaria”, scherza con chi solleva similitudini.

Redazione

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