Continua il difficile tentativo da parte della maggioranza di trovare un punto di equilibrio sulle modifiche da fare sulla manovra bis da 45 miliardi di euro varata il 13 agosto scorso. L’ultima ipotesi allo studio del governo è quella di un piano straordinario di dismissioni immobiliari: dalle caserme alla razionalizzazione degli uffici della pubblica amministrazione. Secondo quanto si apprende da fonti della maggioranza il veicolo per fare queste operazioni potrebbe essere Fintecna, alla quale potrebbe essere trasferita una quota degli immobili in cambio di liquidità immediata. Il patrimonio dello Stato, compresi i beni degli enti locali, si aggira intorno ai 500 miliardi di euro, di cui sarebbe “potenzialmente disponibile”, secondo non recentissime stime del Tesoro, circa il 40%. Si tratterebbe, secondo quanto si apprende, di una misura da giocare come ultima carta e per questo ancora non trapelerebbero ipotesi di cifre concrete di questa eventuale operazione. Il grosso dell’operazione potrebbe riguardare le caserme: sarebbero un migliaio, di cui 400 già trasferite al Demanio. In molti casi si tratterebbe di aree edificabili e quindi con un elevato valore di mercato. Ci sarebbe poi tutta la partita degli uffici pubblici, considerato il progressivo restringimento degli apparati della pubblica amministrazione e della possibilità di avere una sola “regia”, attraverso il cosiddetto “conduttore unico”, in capo al Demanio. La partita potrebbe coinvolge anche gli immobili degli enti locali nell’ambito del federalismo.
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