Una fine tragica per una agente di polizia a Palermo: il suicidio. Contro di lui una infamante denuncia di molestie nei confronti di una bimba. Sono stati i suoi colleghi a raggiungerlo nella sua casa di villeggiatura per notificargli l’avviso di garanzia e il mandato di perquisizione. Con ogni probabilità per questo che dopo la perquisizione nella sua casa di villeggiatura e poi in quella di Palermo, l’agente, che avrebbe compiuto 47 anni a fine mese, ha indossato un vestito, è entrato nella vasca da bagno della casa in città e si è sparato alla tempia. La moglie ha trovato il suo corpo solo in serata, quando non ha visto rientrare il marito nella località dove stavano trascorrendo gli ultimi giorni di ferie. Sul caso la Procura di Palermo ha aperto un’inchiesta, anche per istigazione al suicidio. La notizia ha fatto il giro dei colleghi della questura che, in 25 anni di carriera, tra indagini di alto profilo, lo ricordano come un poliziotto che si era contraddistinto. L’agente, appartenente a una famiglia facoltosa, viveva come un onore e un pregio indossare la divisa. “L’immagine, il rispetto e la vita specchiata per lui erano tutto”, dicono adesso i colleghi.
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