In Siria i carri armati hanno bombardato e attaccato all’alba la città di Hama, teatro nelle ultime settimane di alcune fra le più massicce manifestazioni contro il regime. Secondo quanto ha riferito da Londra alla Cnn Rami Abdel Rahman, responsabile dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, le vittime fino a questo momento potrebbero essere 61. Le fonti locali dicono che i tank dell’esercito hanno investito la città e i suoi dintorni con una pioggia di granate, a un ritmo di almeno quattro al minuto. Acqua ed elettricità verso i principali quartieri di Hama sono stati tagliati: una tattica abitualmente usata dai militari nelle operazioni di repressione. Un medico che ha preferito nascondere la propria identità ha contato almeno 19 cadaveri e altre decine di persone ferite nell’ospedale Badr, mentre nell’ospedale Al-Horani vi sarebbero almeno tre corpi e altri due all’Hikmeh. Il numero delle vittime potrebbe salire ancora perché diversi corpi, dice la fonte, “giacciono abbandonati nelle strade” mentre i cecchini hanno preso posizione sui tetti dell’edificio della compagnia elettrica e della prigione. “I carri armati stanno attaccando da quattro direzioni. Stanno sparando a casaccio con le mitragliatrici pesanti e travolgendo le barricate stradali erette dagli abitanti”, ha detto la fonte medica al telefono. “È un massacro, vogliono distruggere la città di Hama prima del mese del Ramadan”. Così un testimone ha descritto la situazione nella città siriana.
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