Ci sono coincidenze strane, a volte, nella vita delle persone. Pasquale Fuscà, il camionista calabrese di 52 anni che secondo le accuse ha ferito Michele Ranieri, sparandogli sette colpi di pistola, per vendicarsi delle angherie subite dopo un litigio automobilistico, ha nel suo passato un’altra vicenda violenta, nella quale però fu solo la vittima inconsapevole. Nel 1997, il 30 agosto, si trovava nel campo sportivo della piazza di Soriano Calabro, un comune in provincia di Vibo Valentia dove stava trascorrendo le vacanze. C’era mezzo paese, in quel momento, in piazza , e stavano tutti assistendo a una partita di calcetto. All’improvviso giunsero due auto con a bordo almeno quattro killer. Armati con pistole e fucili, cominciarono a sparare all’impazzata. Avevano un obiettivo preciso ma sbagliarono. Uno studente universitario di 20 anni, Domenico Macrì, fu colpito a morte, mentre due persone rimasero gravemente ferite. Tra questi c’era proprio Fuscà, allora 38enne: i colpi al braccio destro gli procurarono delle gravi fratture ma con fatica riuscì a guarire. Questa volta, la pistola che ha sparato, la teneva in mano lui.
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