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Norveglia, l’angelo della morte ha dei complici

Udienza preliminare per la carcerazione preventiva di Anders Behring Breivik.  Il tribunale di Oslo, secondo il reporter di Tv2, ha preso la sua decisione per motivi di sicurezza e non ha permesso che l’autore delle stragi di Oslo e Utoya abbia contatti diretti con i media. Ad accoglierlo c’era una folla che ha cercato di bloccare l’automobile che lo trasportava, battendo con le mani sui vetri. La polizia è dovuta intervenire per consentire il passaggio della vettura. L’udienza è durata meno di un’ora. Durante la quale Breivik ha detto di aver compito la strage “per salvare l’Europa dall’invasione musulmana” e dal “marxismo culturale” e inviare “un forte segnale al Paese, affossato dai laburisti”. Breivik ha affermato di aver preparato gli attentati in Norvegia con l’aiuto di “due cellule”, chiamando per la prima volta dal suo arresto in causa dei complici.  L’autore delle stragi ha confessato davanti al giudice di aver commesso i due attentati ed è stato incriminato per atti di terrorismo. Il giudice ha disposto una custodia cautelare di otto settimane, il massimo consentito dalla legge, di cui quattro in totale isolamento. La Norvegia intera si è fermata per un minuto di silenzio a mezzogiorno in punto per onorare i 93 morti della duplice strage di venerdì scorso (ma il bilancio, fanno sapere fonti di polizia, potrebbe essere rivisto e risultare meno grave). Intanto, è giallo sulla notizia del fermo a Breslavia, in Polonia, di un commerciante di prodotti chimici online, da cui forse si sarebbe rifornito Breivik; la polizia ha smentito l’arresto ma ha confermato che sono in corso indagini per appurare eventuali legami con le stragi. “Stiamo indagando dietro richiesta della polizia norvegese”, ha spiegato il portavoce della procura di Breslavia, Malgorzata Klaus. E sempre nell’est europa, precisamente a Praga, l’attentatore norvegese cercò di procurarsi delle armi. I fatti risalgono con ogni probabilità ai giorni a cavallo fra agosto e settembre dello scorso anno, nel corso di un soggiorno durato meno di una settimana. Breivik andò nella capitale della repubblica ceca con la convinzione di recarsi in un luogo caratterizzato da un prospero traffico di armi e droga. Dopo cinque giorni di tentativi – durante i quali provò a prendere contatti con la malavita locale mettendo in giro la voce di essere interessato all’acquisto di un fucile automatico ak-47 e di bombe a mano – si rese conto di non poter raggiungere i propri obiettivi. Pensò persino che i suoi interlocutori lo considerassero un infiltrato della polizia o un pazzo. Nel mirino del killer l’ex premier Brundtland. Gro Harlem Brundtland, ex premier laburista norvegese, era sull’isola di Utoya la mattina di venerdì e ha lasciato l’isola appena poche ore prima dello sbarco di Anders Behring Breivik. Probabilmente anche lei era nel mirino del killer, scrive il quotidiano Aftenposten, secondo il quale Breivik voleva arrivare sull’isola al mattino, quando Brundtland teneva un discorso ai partecipanti al campus estivo. Nei suoi dibattiti online Breivik puntava il dito contro la storica leader del partito laburista, accusandola di aver rovinato la società norvegese e di averla portata nella “direzione sbagliata” con la sua politica di tolleranza e multiculturalismo. Capo dell’esecutivo norvegese per oltre dieci anni (fra il 1981 e il 1996) Brundtland ha anche ricoperto la carica di direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità dal 1998 al 2003. Breivik aveva legami con estrema destra britannica.Breivik aveva legami con gli ambienti dell’estrema destra britannica, scrivono oggi diversi quotidiani d’oltremanica. La polizia britannica ha inviato un suo alto dirigente per collaborare con gli investigatori norvegesi dopo la lettura del “manifesto” di Breivik in lingua inglese, nelle quali, fra l’altro, l’uomo fa riferimento a una presunta società segreta fondata a londra nel 2002 per portare avanti la crociata antimusulmani. Il manifesto – sottolinea ilTelegraph – è stato firmato con il nome in versione inglese “Andrew Nerwick” e il killer descrive il suo “mentore” come un uomo inglese, di nome Richard. Il premier David Cameron è stato invitato – scrive il Times – ad avviare un monitoraggio degli ambienti dell’estremismo di destra dopo l’ammissione da parte di Breivik di aver avuto contatti con l’English Defence league e di aver fatto allusione all’intenzione di quel gruppo di voler distruggere un sito nucleare britannico. Oggi il premier Cameron presiederà un vertice con il National security council. Fratellastro della principessa la guardia uccisa a Utoya. Era il fratellastro di Mette Marit, moglie del principe ereditario norvegese Hakon, il poliziotto che era in servizio di guardia sull’isoletta di Utoya e che è stato ucciso per primo da Anders Behring Breivik. Lo rivela la televisione pubblica norvegese Nrk. Il poliziotto si chiamava Trond Berntsen, aveva 51 anni, ed era il figlio del secondo marito della madre della principessa. Era in servizio sull’isola a spese del movimento giovanile del partito laburista, che aveva organizzato l’annuale campo estivo a Utoya.

Redazione

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