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Gioia Tauro, ospedale neanche i cittadini si indignano più

“Preferiscono fare le valige e scappare nei centri di eccellenza del Nord Italia, per essere curati”. Sono parole del segretario Fp Cgil Giuseppe Gentile che interviene nel dibattito inerente al nosocomio gioiese.  “E’ strano che si apprende solo ora della chiusura delle sale operatorie dell’Ospedale di Gioia Tauro  – afferma – ferme da tre mesi ma solo per la chirurgia l’Urologia con un solo medico, il solo primario. Si sapeva che questo Ospedale è diventato, assieme a quello di Melito, un Ospedale Generale per decisione del Commissario Presidente della Giunta Regionale Giuseppe Scopelliti, ma, ad arrivare alla chiusura delle sale Operatorie per carenza di personale Medico in Chirurgia è un’esagerazione. Esagerazione ingiustificata visto che l’organico comprende ben 7 medici (uno ha assunto il ruolo di consigliere provinciale) e uno in arrivo dal P.O. di Scilla”. Non ama il politichese Gentile e va dritto al problema: “Nessuno ha detto nulla e si continua a registrare la presenza di medici, infermieri e personale di supporto, fermo o poco utilizzato. E’ proprio vero che la politica regionale e il neo Direttore dell’Asp pensa ad altro e non vede o fa finta di non vedere, questi sconcertanti aspetti della Sanità Pubblica. Eppure la chirurgia, in particolare quella oncologica, si esegue fuori dalla nostra provincia e spesso fuori regione. E allora cosa non funziona? Non ci sono professionisti validi? Non ci sono posti letto? Non si ha fiducia dei nostri Chirurghi? Niente di tutto questo. L’Ospedale di Polistena esplode e quello di Gioia Tauro chiude le sale operatorie. L’interrogativo spontaneo è quello di capire dov’è l’interesse aziendale, quali azioni in progress sono in campo e dove si andrà a parare”. In un lungo intervento l’esponente sindacale mette a nudo tutte le carenze sanitarie nel Reggino e pone l’accento su un dato drammatico: “Non è più possibile mandare avanti una sanità rattoppata, tagliando la strada a questi uomini onesti, professionalmente eccellenti, produttivi per l’azienda, per lasciare spazio a coloro che, solo per opportunistica appartenenza, devono essere tutelati a prescindere se sono in ferie da giugno a settembre o se, a volte, lasciano una risibile traccia della loro presenza. Se la Squllacioti si lascerà sfuggire anche questo professionista chirurgo, allora vuol dire che la nomina a Direttore Generale è stato un grosso errore al quale bisogna porre rimedio in tempi brevi e con tutte le forze sane dell’intera piana di Gioia Tauro”.

Redazione

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