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Parma, il sindaco Pietro Vignali dovrà rimborsare il Comune di oltre 23 mila euro

Nuovo scandalo per l’amministrazione Vignali con il sindaco che dovrà pagare di tasca così come il suo predecessore Elvio Ubaldi che dovrà sborsare 21 mila. L’ha stabilito la Corte dei Conti accogliendo la richiesta di condanna del pm contabile Paolo Novelli che aveva giudicato fuorilegge le polizze assicurative stipulate dal Comune di Parma per tutelare i propri amministratori in caso di errori gestionali commessi nello svolgimento del proprio lavoro. In caso di sperpero di risorse, in sostanza, gli amministratori non avrebbero risarcito di tasca loro, ma ci avrebbe pensato la compagnia assicurativa, già pagata dall’ente pubblico. Per questa vicenda, la Procura della Corte dei conti dell’Emilia-Romagna aveva chiamato a processo complessivamente 33 persone, tra dirigenti, funzionari e componenti di due giunte comunali: quella passata guidata da Elvio Ubaldi e l’attuale presieduta da Pietro Vignali. Il collegio dei giudici li ha condannati tutti per colpa grave, anche se ha ridotto il danno erariale quantificato dalla Procura. Per i giudici, il danno complessivo causato alle casse del Comune dalle polizze fuorilegge tra il 2000 al 2011 è stato di 369.800 euro. La somma, hanno stabilito i giudici, dovrà ora essere risarcita dai 33 colpevoli, in parti proporzionali alla loro responsabilità. A questo si aggiungono altri 20 mila euro di spese legali, che i condannati dovranno dividersi pagando 600 euro a testa. Un processo “gemello”, già discusso davanti alla Corte dei conti, vede imputato il rettore dell’ateneo di Parma Gino Ferretti per polizze fuorilegge: in quel caso la decisione dei giudici deve ancora arrivare. A seguito della sentenza della Corte dei Conti relativa alle polizze assicurative stipulate dal Comune, “l’amministrazione prende atto di un verdetto che da una parte accoglie le sue tesi, dato che il procuratore contabile aveva ipotizzato 1 milione e mezzo di danno erariale, dall’altra condanna gli amministratori del Comune di Parma al pagamento di circa 370 mila euro. Nei prossimi giorni la sentenza sarà analizzata con i legali del Comune e con le persone coinvolte – si legge in una nota dell’Ufficio Stampa – cioè gli amministratori che dal 2000 al 2010 hanno rivestito la carica di assessore comunale. L’analisi comprenderà anche la valutazione di eventuali appelli. Sta di fatto che ci troviamo dinanzi a una sentenza pilota per centinaia di Comuni italiani che, negli anni, hanno adottato un sistema analogo nella convinzione della sua correttezza”.

Redazione

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