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Gioia Tauro, lo stop del termovalorizzatore

Sulla vicenda dei rifiuti in Calabria interviene il consigliere regionale Agazio Loiero, di Autonomia e Diritti, già presidente della Regione che si rifà ai contenuto della relazione della Commissione Pecorella. “Vorrei segnalare – afferma – un fatto grave: dopo il dibattito sui rifiuti sono andato a leggere la relazione Pecorella che a pag. 57 scrive: ‘A sua volta, la societa’ Tec Veolia che gestisce l’impianto di Gioia Tauro, non essendovi sufficiente produzione di cdr in Calabria, lo importa da altre regioni italiane, posto che il cdr, in quanto rifiuto trattato, diventa rifiuto speciale, e come tale non è più sottoposto a vincoli territoriali, come i rifiuti solidi urbani. Per parlare di cifre, dai dati ufficiali – quali risultano dal rapporto rifiuti 2008 Ispra-Onr – emerge: 1) che l’impianto di termovalorizzazione di Gioia Tauro, nell’anno 2007, ha trattato 114 mila tonnellate di cdr, a fronte di una potenzialità complessiva di 120 mila tonnellate; 2) che ha usato come combustibile cdr proveniente da altre regioni e, segnatamente, dal Veneto, dalla Toscana e dalla Lombardia. In conclusione, per affrontare l’emergenza rifiuti nella regione Calabria, sarebbe stato più utile procedere alla costruzione di impianti di incenerimento per rifiuti tal quali (come quello che la stessa società Veolia ha – di recente – costruito a Piacenza), opportunamente delocalizzati sul territorio calabrese e, cioé, uno a Nord e l’altro a Sud della regione. Allo stato – dopo l’avvenuto raddoppio del termovalorizzatore di cdr di Gioia Tauro – sarebbe necessario e opportuno realizzare nella provincia di Cosenza un termovalorizzatore per i Rifiuti tal quali, in ossequio alle nuove tecnologie in materia di combustione dei rifiuti, così attuando il più volte conclamato principio di prossimità nella gestione dei rifiuti all’interno degli ambiti territoriali, principio finora puntualmente disatteso”. Questa la relazione di Pecorella. “Tutto ciò significa – aggiunge Loiero – che il raddoppio dell’impianto di Gioia Tauro non serve alla Calabria, che non produce a sufficienza cdr nemmeno per la prima linea dell’impianto, tant’é che Tec vi smaltisce rifiuti di altre regioni. La Commissione d’inchiesta non è stata messa evidentemente al corrente che, nel 2010, era stato sottoscritto un accordo tra Regione, Provincia di Cosenza, Tec, Ufficio del Commissario ed un comune cosentino (San Lorenzo del Vallo), per delocalizzare ivi il cosiddetto raddoppio di Gioia Tauro, realizzando un impianto per rifiuti tal quali. Nel contempo il Commissario delegato Sottile aveva chiesto al Consiglio di Stato un parere circa la procedura di delocalizzazione da seguire nella fattispecie. Il parere ha indicato come procedere. Ciò nonostante, col cambio di governo regionale questa situazione non è stata più perseguita”. “Possiamo sapere – domanda Loiero – di questo cambiamento di programma, condotto in silenzio?”.

Redazione

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