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Gioia Tauro nel terrore, alle armi si risponda con la cultura della legalità

“I gravi attentati che stanno colpendo la Piana di Gioia Tauro devono suscitare indignazione tra i cittadini onesti e le forze sociali del territorio che non possono rimanere inermi di fronte all’allarme criminalità”. E’ deciso il consigliere provinciale reggino di Rifondazione Comunista, Giuseppe Longo. Deciso nel condannare la violenza criminale e respingere l’incubo ed il terrore di una guerra di mafia riaccesa nella Piana di Gioia Tauro. “Tre attentati in due giorni che hanno riguardato vittime giovani a cui vanno aggiunti diversi colpi di pistola esplosi la notte scorsa a Cinquefrondi nei confronti di due esercizi commerciali, non possono passare inosservati o passare alla cronaca come episodi di ndrangheta all’ordine del giorno in una terra abituata a convivere con questi eventi delittuosi – osserva in una intervista esclusiva al giornale – I sindaci di Gioia Tauro e Rosarno giustamente preoccupati chiedono maggiore presenza delle forze dell’ordine ma nessuno pensi all’invio dell’Esercito come si fece a Reggio Calabria, perché l’Italia è uno Stato di diritto e non di Polizia e la militarizzazione del territorio non farebbe altro che limitare la libera estrinsecazione di riscatto che è viva tra i giovani e che rischierebbe di essere soffocata dalla presenza di militari armati”. Respinge quindi l’idea che sta maturando di inviare i militari per rafforzare la sicurezza a Gioia Tauro e nella Piana e al contempo Logo conferma l’apprensione collettiva. “Tutti siamo preoccupati per la efferatezza degli ultimi fenomeni mafiosi, sia per le modalità con cui avvengono e sia per l’ora in cui si attuano, vero segnale di sfida a tutte le istituzioni atte a garantire il controllo del territorio, ma credo che la migliore risposta possa essere data da una controffensiva civile sempre più necessaria per attuare una forma di resistenza e di reale cambiamento”. La ricetta del giovane e battagliero consigliere provinciale è chiara: “Alle armi non si deve rispondere con le armi ma con la cultura della legalità e del rispetto delle regole ed in tal senso invito i sindaci di Gioia Tauro e Rosarno a lanciare una grande mobilitazione tra tutti i sindaci della Piana e le forze che intendono reagire con forza, dignità e coraggio a questo grave attacco allo Stato. Serve una rivolta culturale in modo da porre tutti di fronte alle proprie responsabilità e lanciare una sfida di dignità e legalità alla ndrangheta, affinché i giovani non vedano intorno a loro rassegnazione e sgomento che non farebbe altro che allontanare dalla Calabria le nostre intelligenze”.

Redazione

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