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Gioia Tauro, sullo sfondo una guerra tra cosche

Un attentato mafioso compiuto in modo eclatante e spettacolare per lanciare un segnale preciso. Un attentato che potrebbe inserirsi nello scenario inquietante di una rinnovata guerra tra le potenti cosche della ‘ndrangheta che si contendono la gestione delle lucrose attività illecite sul versante tirrenico della provincia di Reggio Calabria. E’ questa l’ipotesi che circola dopo l’omicidio di Vincenzo Priolo, il nipote del boss Piromalli. Secondo l’ultima Relazione della Commissione parlamentare antimafia, dedicata proprio alla ‘ndrangheta, nella Piana di Gioia Tauro, ”dopo un periodo di pace mafiosa”, potrebbe esserci l’innesco di una nuova fase di guerra mafiosa finalizzata a ristabilire gli equilibri “nella spartizione degli enormi proventi illeciti derivanti dagl investimenti che si stanno effettuando in quella zona e che nei prossimi anni sono destinati a crescere”. Questa rinnovata fase di scontro potrebbe essersi sviluppata anche all’interno della stessa cosca Piromalli-Mole’, due famiglie un tempo alleate. Una situazione che non riguarderebbe soltanto le cosche Piromalli e Mole’ di Gioia Tauro, ma anche altri gruppi criminali della Piana, dove l’altra potente cosca egemone è quella dei Pesce-Bellocco. Gli interessi in gioco sono molti: ”Dal traffico di stupefacenti e di armi alle estorsioni e all’usura, ma anche l’infiltrazione dell’economia locale attraverso il controllo e lo sfruttamento delle attivita’ portuali”, scrive la Commissione antimafia. Che aggiunge: ”La Piana di Gioia Tauro, dal progetto del 5/o centro siderurgico fino alla realizzazione del porto, con le ingenti risorse finanziarie statali e comunitarie impiegate per il suo sviluppo economico, costituisce ormai da tempo il più grande affare per le ‘ndrine insediate sul territorio”. E ”le attivita’ connesse con la gestione del porto e dunque con il colossale movimento dei containers, le opportunità di traffici illeciti a livello internazionale, hanno attratto gli appetiti dei Mole’, dei Piromalli, dei Bellocco e dei Pesce e li hanno portati ad imporre la loro presenza”.

Redazione

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