Si rifornivano di capi d’abbigliamento e di generi alimentari senza pagare, facevano rapine in negozi di vario genere ed in una circostanza, uno di loro, ha danneggiato un bar per indurre la titolare a cederlo: sono alcuni degli episodi contestati alle sette persone arrestate stamani dalla squadra mobile di Vibo Valentia e ritenute contigue alla cosca dei Lo Bianco. L’inchiesta, coordinata dal pm della Dda Pierpaolo Bruni, e’ uno stralcio di un’inchiesta piu’ ampia, ed ha subito un’accelerazione alla luce di quanto emerso dalle intercettazioni ambientali eseguite dalla mobile e dalla necessita’ di cristallizzare alcune posizioni. E’ proprio dalle intercettazioni che emerge che uno degli indagati racconta ad un amico di come abbia fatto la spesa in vista del Natale e abbia preso una serie di capi d’abbigliamento senza pagare alcunche’. Dai colloqui intercettati, gli investigatori sono convinti di avere individuato gli autori di alcune estorsioni, di due rapine compiute in una sala giochi ed in una tabaccheria e di una tentata estorsione ai danni di un bar di Vibo portata avanti con l’incendio dei tavolini esterni al locale. Alla luce degli elementi raccolti dalla mobile, il gip distrettuale di Catanzaro ha accolto la richiesta di provvedimenti cautelari in carcere fatta dalla Dda, che sono stati eseguiti stamani nei confronti di Pasquale D’Andrea, di 27 anni, Giuseppe Garzo (26), Pasquale Garzo (21), Carmelo Chiarella (20), Aurelio Tomaino (38), Roberto Cutrulla’ (28) e Giuseppe Lo Bianco (37), gia’ detenuto, tutti di Vibo Valentia. Nei confronti di Saverio Tagliacozzo (23) e’ stato emesso un provvedimento di obbligo di dimora. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di estorsione aggravata dalle modalita’ mafiose, porto e detenzione di armi e munizioni e rapina.
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