Mancano poche ore per l’ultimo abbraccio di Gioia Tauro a Francesca Agresta, la ventiquattrenne la cui vita è stata spezzata da un padre che non l’hai mai voluta riconoscere e che ha anche deciso di accoltellarla, coltellate mortali che però non hanno ucciso lo spirito di Francesca. Tanta rabbia, tanta commozione. Da sabato mattina a Gioia Tauro, nella piana reggina ma anche in tutta Italia e nel Mondo dove ci sono reggini, non si parla d’altro. I media hanno sbattuto tutti in copertina il nuovo “mostro”, quel Giovanni Ruggiero che da padre ad 83 anni ha deciso di uccidere, di macchiare a vita la sua esistenza e la sua coscienza. Un attimo di lucida follia o come dicono gli inquirenti un omicidio premeditato tanto da considerare Ruggiero “socialmente pericoloso”? Poco importa, almeno oggi. Gioia Tauro è in lutto, un lutto cittadino. Alle ore 15:00 il feretro di Francesca giungerà nella Città del Porto e sarà allestita la camera ardente, poi alle ore 17:00 i funerali in Duomo. Una cerimonia che sarà seguita certamente da oltre mille persone. In molti si accalcheranno fuori dalla chiesa. In molti gremiranno i dintorni. Gioia Tauro ha voglia di partecipare, di condannare. Ma soprattutto ha bisogno di perdonare, di riconciliarsi. Perché questo fatti in Calabria non si dimenticano facilmente e dividono le famiglie, spaccano i “Paesi”. E allora nella fede c’è bisogno di ritrovare il coraggio del perdono, della riconciliazione. E’ difficile a dirsi, è quasi impossibile a farsi. Eppure è questo che certamente vorrebbe Francesca. Il perdono per quell’uomo che l’ha uccisa, proprio lui che avrebbe dovuto amarla come una figlia…
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