Dopo una settimana di presidio, in cui non si sono registrati né scontri né problemi con le forze dell’ordine, Issah, marocchino di 56 anni, che aveva occupato a novembre la gru del cantiere Metrobus della città, si è arrampicato fino al tetto di Palazzo Loggia, sede del Comune, rivendicando il suo diritto al permesso di soggiorno. Sostenuto da cori e dagli slogan che hanno accompagnato la protesta di novembre, il marocchino era già da giorni che, secondo i suoi compagni di protesta, aveva in mente di scalare la Loggia. Ha approfittato di un attimo di disattenzione dei numerosi agenti di polizia municipale che controllavano un corteo spontaneo nella piazza per prendere il giubbotto lasciato sotto il gazebo e arrampicarsi sulle impalcature montate all’esterno del municipio per alcuni lavori di manutenzione. “È da giorni che la tensione stava salendo – ha spieagto a caldo Umberto Gobbi, portavoce dell’associazione Diritti per tutti -. Vogliamo risposte, le chiediamo da settimane, ma nessuno, fino ad oggi, è riuscito a dare certezze a questi cittadini stranieri. Certo, il gesto di un singolo non può essere giudicato negativamente, lui come tutti gli altri del presidio sono stanchi di essere presi in giro. Maroni dovrà sciogliere le sue riserve entro poche ore. Altrimenti si rischiano nuovi gesti eclatanti…”. Intanto verso la mezzanotte, in piazzale Rovetta, sotto i 30 metri della cupola della Loggia, sono arrivati le squadre dei Vigili del fuoco, i volontari della Croce rosa e soprattutto decine di agenti di polizia e carabinieri. Tutti con gli sguardi verso l’alto, per trovare Issah, il marocchino che ha deciso di sfidare Maroni.
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