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Foggia, tracce delle gemelline nel bagagliaio dell’auto

Vincenzo Russo, procuratore di Foggia, ha rivelato ieri sera nel corso della trasmissione tv Quarto Grado, che sono arrivati i risultati delle analisi delle tracce trovate nel bagagliaio della macchina di Matthias Schepp, il padre delle gemelline scomparse mesi fa poi suicidatosi buttandosi sotto un treno vicino la stazione di Cerignola: si tratta – ha spiegato il procuratore – di piccole dosi di saliva di una delle due gemelle. Gli inquirenti svizzeri, ha aggiunto, sono stati già avvisati e si attende entro 30-40 giorni di sapere se la saliva contenga tracce di veleno o invece sonnifero. Per mesi la polizia ha cercato tracce delle bambine nelle campagne e nei pozzi intorno a Cerignola, dove l’uomo si tolse la vita gettandosi sotto un treno lo scorso 3 febbraio, sconvolto dalla separazione dalla moglie Irina. Ma di Alessia e Livia, 6 anni, non c’è ancora traccia. Passo dopo passo, gli inquirenti hanno cercato di ricostruire il viaggio dell’orrore di Schepp. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti la sera del 30 gennaio Matthias Schepp, a bordo della sua Audi A6, ha passato la frontiera tra Svizzera e Francia. Il 31 gennaio, oltre a spedire alla moglie la prima cartolina, l’uomo ha ritirato da cinque sportelli bancari i 7500 euro. E sempre in quello stesso giorno ha acquistato tre biglietti per il traghetto per la Corsica, sul quale si sarebbe imbarcato la sera stessa per arrivare sull’isola il giorno seguente. La magistratura francese ha la prova che i tre biglietti sono stati convalidati al servizio di check in nel porto di Marsiglia. L’uomo è stato visto per l’ultima volta, giorno del suo suicidio, all’ora di pranzo, a Vietri sul Mare. Matthias, che lasciato un testamento a favore della moglie e delle figlie, non ha portato con sé i seggiolini che solitamente utilizzava quando viaggiava con le figlie. Dopo la morte di Schepp, la moglie Irina ha ricevuto lettere spedite dall’uomo pochi giorni prima del suicidio, che non lasciavano spazio a dubbi sulla fine delle bambine: in una confessava l’omicidio delle gemelline, nell’altra chiedeva aiuto definendosi pazzo. Alla donna spedì anche del denaro. Ma Irina non ha mai perso la speranza, continuando a lanciare appelli per riabbracciare le figlie. Ora la notizia della saliva trovata nel bagagliaio, però, potrebbe confermare le parole di Schepp.

Redazione

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